Prong – Recensione: Carved In Stone

Ecco i Prong che non ti aspetti. Se infatti il lontano passato di “Beg To Differ” e del favoloso “Prove You Wrong” avevano in qualche modo avvicinato la band al thrash metal con un concetto per i tempi moderno che aveva dato il via ad un’evoluzione verso quello che anni dopo si sarebbe chiamato “nu metal”, un brano come la iniziale “Eternal Heat” fa il percorso esattamente inverso, Qui la band di Tommy Victor riabbraccia un riffing serrato e assolutamente ascrivibile al thrash old school, con un’esposizione della materia che così non avevamo mai ascoltato da parte dei Prong. Il risultato è di quelli che non si scordano: dritto in faccia e impossibile da scacciare dalla testa sin dal primo ascolto.

Prendendo spunto da qui appare evidente che l’intento della band è oggi proprio quello di riavvicinare il groove del metal moderno e il suono più secco e tagliente tipico del post-thrash che aveva in qualche modo caratterizzato band come gli stessi Prong dell’epoca (o i mai troppo lodati Coroner).

Basta ascoltare “Keep On Living In Pain” o “Ammunition” per farsi un’idea precisa: non mancano infatti i riff decisi a cui davvero è impossibile non affibbiare l’etichetta thrash, ma la struttura delle song si compone anche di loop ripetuti dall’effetto groovy e ipnotico che emerge con tutta la sua potenzialità nella più industrial-dance (nel senso dei Killing Joke ovviamente) “Revenge Best Sereved Cold” e nella molto “nu” “State Of Rebellion” – questa si molto vicina a quanto proposto da un gruppo come gli Static-X che dai Prong ha decisamente molto pescato.

E’ vero poi che l’abilità e la maturità artistica di Tommy Victor e compagnia danno il massimo quando si tratta di condire la ricetta con qualcosa di particolare, come ad esempio un solismo chitarristico più caldo e classic rock ben presente in quasi tutte le tracce o qualche riferimento alla vecchia psichedelica o addirittura a certi Black Sabbath nascosti in tante porzioni dei brani (sentite la title track se non vi fidate).

Certo quando partono con un riff violento e le vocals aspre al punto giusto in un brano thrash-core super classico come “List Of Grievances” viene da chiedersi da dove salti fuori tutta questa ritrovata rabbia. Ma forse non è davvero così importante, la cosa che davvero conta è che i Prong sono tornati a farsi sentire con un lavoro che in qualche modo riesce dove le ultime uscite avevano fallito: riportare l’attenzione sulla proposta di una band a cui pochi oggi riconoscono l’importanza storica che merita.

 

Voto recensore
7,5
Etichetta: Long Branch records

Anno: 2012

Tracklist:

01. Eternal Heat
02. Keep On Living In Pain
03. Ammunition
04. Revenge...Best Served Cold
05. State Of Rebellion
06. Put Myself To Sleep
07. List Of Grievances
08. Carved Into Stone
09. Subtract
10. Path Of Least Resistance
11. Reinvestigate


Sito Web: http://www.prongmusic.com/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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  1. andrea

    GRANDISSIMO ALBUM!! Groove spaventoso……welcome PRONG.

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