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Carnifex + Aborted + Revocation + Vexed: Live Report e Foto della data di Milano

Pasquetta intensa in quel di Milano con l’unica data italiana dei Carnifex accompagnati da un bel mix di altre band come Aborted, Revocation e Vexed. Ero molto scettico sull’affluenza, ma a fine serata ho dovuto constatare come ci fossero parecchi presenti nonostante la giornata di festa; ottimo risultato per una delle band icona del movimento death-core mondiale!

VEXED

Gli apripista del primo aprile sono gli inglesi Vexed. Il primo aggettivo che mi viene in mente è banali, seguito poi a ruota da noiosi e poco incisivi. La loro proposta di un metal contemporaneo con chiara ispirazione nu-metal è davvero l’ennesima band fotocopia di tante, tante altre. Chitarre elastiche, break-down super scontati e una presenza scenica sul palco solo sufficiente sono i tratti salienti della band. Aggiungiamo inoltre una performance vocale da parte della fron-girl Megan davvero irritante, senza voce non solamente per la data italiana, ma una condizione che si porta dietro sin dall’inizio del tour. Domanda mia spontanea: sarà davvero così o i risultati ottenuti sono arrivati grazie a tanta magia in sala di registrazione? Chi lo sa, quel che è certo è che finiscono dritti per dritti tra le esibizioni peggiori degli ultimi tempi. Avanti il prossimo.

Setlist:
01- PTSD
02- Anti-Fetish
03- Panic Attack
04- X My <3 (Hope To Die)
05- Lay Down Your Flowers
06- Hideous
07- Nepotism

REVOCATION

Ho visto gli americani Revocation una sola volta, nel lontanissimo 2009 in supporti ai Cannibal Corpse. Poi, per via di un genere che non mi è mai piaciuto, li ho completamente persi di vista ed ero sinceramente curioso di riascoltarli dopo così tanto tempo. Innanzitutto confermo nuovamente come il loro mix di death-thrash, che li ha sempre contraddistinti, personalmente annoia dopo la terza canzone MA tempra e capacità tecniche sono davvero perfette. Nonostante siano senza bassista, la sua mancanza non si nota e i ritmi serrati inseriti in ogni canzone fanno divertire tantissimo sia il pubblico che David, molto impegnato a presentare in Europa il loro ultimo album, “Netherheaven“. Infatti è “Diabolical Majesty” ad aprire le danze al Legend Club, con un buon bilanciamento di suoni. Non perfetto perché per i primi due brani la sensazione è quella di sentire tutto un pochino ovattato, ma con “Madness Opus” la situazione sembra essere decisamente migliorata e finalmente godibile. Nonostante David svolga i ruoli di cantante e chitarrista, non fa mancare di presenza e personalità sul palco cercando di coinvolgere quanti più spettatori possibile, muovendosi quando ha possibilità a destra e sinistra sfoggiando le sue doti soliste. L’intento è perfettamente riuscito, i poghi partono facilmente, il pubblico li segue molto volentieri e, grazie anche a una piccola comparsata di un piccolo demone sul palco, lo show può definirsi davvero riuscito. 
Unico grosso e grande problema è che se non siete fan di questo sottogenere, difficilmente vi crescerà addosso, ma è innegabile come sia una delle band di punta del death-thrash. Ben fatto.

Setlist:
01- Diabolical Majesty
02- Nihilist Violence
03- The Outer One
04- Madness Opus
05- Teratogenesis
06- Lesson In Occult Theft
07- Godforsaken
08- Of Unworldly Origin

ABORTED

Con i belgi Aborted, però, raggiungiamo il primo vero culmine della serata, almeno personalmente. Una delle mie band preferite soprattutto dal vivo, che posso rivedere dopo tanti anni e con un nuovo album spettacolare uscito pochi giorni prima dell’evento. Sven ci accoglie poco prima di iniziare, presentandosi vestito da Billy di Saw L’enigmista in sella a una mini bici che, tramite una voce fuori campo, ci invita a divertirci e a darcele di santa ragione. Bene, per me ha già vinto così, ma per essere certi che sarà un concerto tosto ci pensa l’opener “Retrogore”. Le sue movenze da pazzo maniaco, insieme a una performance vocale superlativa e una band che non sbaglia un attacco nemmeno sotto tortura, fanno sì che sarà uno dei concerti migliori mai tenuti in Italia da parte degli Aborted. “Vault Of Horrors” occuperà buona parte della scaletta, come giusto che sia, peccato che non abbiamo portato dal vivo alcuni vecchi singoli limitandosi solamente a “Retrogore” e “Goremageddon“. Detto ciò, i suoni sono allucinanti, tanto da farci vibrare la cassa toracica, potendo godere di singoli come “Deadbringer” o “Brotherhood Of Sleep”, che fanno letteralmente piazza pulita del Legend Club. Ovviamente il valore aggiunto è la simpatica ed il carisma di Sven sul palco, che non smette mai di bestemmiare, insultare qualcuno dal pubblico o deliziarci con il suo italiano pieno di offese verso il prossimo. A questo aggiungiamo una partecipazione totale della sala, che si lancia letteralmente sul palco e in costanti moshpit. Un quadro davvero perfetto per questa Pasquetta. Chiudono con “The Saw And The Carnage Done”, prima di smontare il palco accompagnati da un po’ di dance anni ‘90. Numeri uno assoluti. 

Setlist:
01- Retrogore
02- Cadaverous Banquet
03- Bathos
04- Deadbringer
05- Condemned To Rot
06- Brotherhood Of Sleep
07- Death Cult
08- Insect Politics
09- The Saw And The Carnage Done

CARNIFEX

A concludere ci pensano i Carnifex. Personalmente mai mi sarei aspettato che potessero richiamare così tanti soprattutto oggi, ma meglio così! Diciannove anni di onorato servizio nel death-core portano sicuramente i loro frutti, anche se almeno qui da noi non hanno ricevuto il giusto seguito come in madrepatria o in altri stati d’Europa. Quel che è certo è che “Necromanteum” non è uno dei loro dischi più ispirati, ma dal vivo assume tutta un’altra dimensione. 
Aprono però con una vecchia hit, “Dark Days”, seguita da “Pray For Peace”, e già l’impianto audio è settato a dovere. Il loro cavallo di battaglia è sicuramente l’inserimento di break-down spezzaossa old-school, che si accompagnano sempre a circle pit o walls of death, cercando di non fermare quella super partecipazione avuta con gli Aborted. Scott dal vivo è sempre stato un maestro per quel che riguarda le capacità vocali, e infatti stasera non si fa cogliere impreparato: una potenza nei gutturali come pochi nell’ambiente, ma in generale un’esibizione perfetta sotto ogni aspetto. Lui più di tutti incarna il tipico front-man americano, e non lo dico con un’accezione negativa, anzi, tutt’altro.
Dopodiché la band esegue un lavoro certosino, riuscendo a portare dal vivo canzoni da ben sei loro dischi e suonando ben due singoli dal loro debutto, vale a dire “Lie To My Face” & “Slit Wrist Saviour”, che non subiscono assolutamente il lento progredire del tempo in un genere in cui è facile diventare vecchi
Il tutto viene ben accompagnato da effetti luce e fumo, che ci portano senza sosta ad un’altra hit del genere “Drown Me In Blood”, uno dei primissimi esempi death-core con inserimenti sinfonici ancora all’epoca. 
Si finisce con “Hatred & Slaughter” e la sopracitata da “Dead In My Arms”.

Un ottimo evento con una band che sfoggia il meglio di sé nonostante i tanti anni. Malgrado fossi scettico, sia per il possibile flop di presenze per via del primo Aprile, sia della scelta dell’headliner, sono stato sonoramente smentito e sono felice di questa cosa. Per il momento in Italia a livello di presenze possiamo essere davvero orgogliosi. 

Setlist:
01- Dark Days
02- Pray For Peace
03- Necromanteum
04- Hell Chose Me
05- Torn In Two
06- Heaven And Hell All At Once
07- Lie To My Face
08- Infinite Night Terror
09- Dark Heart Ceremony
10- Drown Me In Blood
11- Hatred And Slaughter
12- Slit Wrist Saviour

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