Caliban: “Ghost Empire” – Intervista a Andy Dörner

A distanza di poco più di un anno i teutonici Caliban sfornano un nuovo album, dopo i buoni risultati ottenuti con I Am Nemesis“( la recensione ), Ghost Empire” ( la recensione) ci consegna una band in gran forma, non paga dei risultati raggiunti è riuscita a reinventarsi e modificare il proprio songwriting, a questo proposito abbiamo chiacchierato con il singer Andy Dörner per approfondire nel dettaglio l’uscita di un album molto valido.

Ciao Andy, prima di tutto voglio ringraziarti per l’ intervista concessaci. L’uscita di “Ghost Empire” è stata preceduta dal video della traccia “Devil’s Night”, è piaciuto? Come è stata accolto dai fans?

A molti è piaciuto, alcuni hanno detto di aver apprezzato il brano, ad altri è piaciuto ma hanno affermato di aspettarsi anche altre cose…sono curiosi in merito all’intero album. In definitiva posso dirti che il responso è stato positivo.

Sono certo che la band sia soddisfatta del risultato ottenuto, io l’ho ascoltato un sacco di volte fino ad ora e non sono stanco di ascoltarlo…effettivamente credo che non lo sarò mai…cosa ne pensi tu dei risultati ottenuti?

Come band siamo molto soddisfatti del risultato perché “Ghost Empire” è fino ad ora l’album migliore che abbiamo prodotto. Ogni band direbbe la stessa cosa, ma io lo credo veramente. Dopo “I Am Nemesis”, che a me piace molto, viene “Shadow Hearts”, del quale adoro ogni traccia, e adesso c’è “Ghost Empire”, i Caliban sono migliorati molto, siamo cresciuti come band e di questo te ne accorgi dalla musica…Si, sono soddisfatto del lavoro svolto ed orgoglioso di ogni membro del gruppo. Si mi piace questo disco!

Era il 2012 quando avete pubblicato “I Am Nemesis”, più o meno un anno dopo avete tirato fuori un altro ottimo album…Come ci siete riusciti? Avete suonato molto dal vivo, celebrato il vostro quindicesimo anniversario come band…è stato un anno molto intenso, non è vero?

Si, è stato un anno molto intenso, ma Marc (Görtz – chitarra) ha imparato a comporre canzoni anche durante il tour, porta con sé il materiale che usa per registrare ed appena può si apparta per buttare giù qualche idea. L’anno precedente non aveva potuto scrivere mentre eravamo in tour, ma adesso è riuscito a farlo e questo ci permette di risparmiare un sacco di tempo. Ora per lui non è importante dove si trovi, può scrivere ovunque e questo conta molto per noi perché non sprechiamo tempo sia che siamo in tour oppure no.

Sembra che da “I Am Nemesis” sia il sound che il songwriting siano cambiati, state seguendo nuovi percorsi, cosa è successo? Si è trattato di una evoluzione naturale?

Purtroppo non sono pienamente coinvolto nella questione tecnica, ma il nostro ingegnere, insieme a Marc ed al produttore, hanno lavorato molto sul suono: hanno provato diversi amplificatori su canzoni differenti, creando così qualcosa di totalmente nuovo per i Caliban, un suono più moderno, su “I Am Nemesis” era già buono, ma hanno dato vita ad un sound più aggressivo, brutale…ed era ciò che il nostro ingegnere voleva ottenere già prima della fase di missaggio quando avevamo registrato solo le parti di chitarra in studio. Credo che abbiamo fatto davvero un ottimo lavoro.

C’è una canzone alla quale ti senti più legato…o meglio che rappresenta l’essenza dei Caliban?

E’ divertente questa cosa…mi è stata posta la stessa domanda ieri, ma non ho saputo rispondere. All’interno della band ognuno ha il proprio punto di vista in merito ad ogni traccia, alla nostra musica, quindi non posso scegliere una canzone che rappresenti l’intero gruppo. Per quanto riguarda me una delle mie preferite è “King” ad esempio, questa credo che rappresenti l’intero album, è molto aggressiva e brutale, “Nebel”, la traccia in tedesco, mi piace molto…è difficile sceglierne una.

Ho riscontrato un approccio migliore e sicuramente più sofisticato alle melodie, credo che le parti vocali siano molto belle sia negli screamings che nei toni puliti, come sei riuscito in questo?

E’ la prima volta che faccio una cosa del genere. Abbiamo provato a fare qualcosa già su “I Am Nemesis”, ma alla fine non avevamo abbastanza tempo per provare cose nuove, ma per questa release abbiamo fatto qualcosa di diverso, semplicemente c’abbiamo provato e ci siamo resi conto che funzionava, così abbiamo scritto alcuni chorus. Sono molto contento del risultato e spero che piaccia allo stesso modo anche agli altri!

Parlando invece dei testi, di cosa trattano? C’è un filo conduttore oppure ogni traccia ha una propria storia?

Ogni traccia ha una storia, anche se molte di essere parlano della morte, è un album molto dark e, sebbene trattino più o meno gli stessi argomenti, lo è di più rispetto ad “I Am Nemesis”,  il quale era riferito al mondo intero, mentre questo è più concentrato sul genere umano, sull’insuccesso dell’uomo, ma in generale si parla di morte, per questo lo abbiamo chiamato “Ghost Empire”.

“Your Song” è un brano dedicato ai vostri fans, perché avete deciso di scrivere una traccia per loro? E com’è il tuo rapporto con i fans?

Spero sia un ottimo rapporto! Diciamo che dopo quindici anni di carriera era giunto il momento di dire “grazie” a tutte le persone che ci seguono, per la forza che ci hanno dato. E’ l’unica traccia che abbiamo scritto con un intento ben preciso, per le persone che sono intorno a noi…un tributo a loro insomma.

“Nebel” è una traccia che canti in tedesco, come mai? E’ un modo per rimanere ben ancorati alle vostre radici?

Su “I Am Nemesis” abbiamo iniziato con i testi in tedesco, lì c’è “Dein R3.ich” che è cantata per metà in tedesco e metà in inglese, ci è piaciuto, a me è piaciuto molto cantare in tedesco, credo che porti nelle canzoni delle vibrazioni speciali. Abbiamo deciso di registrare nella nostra lingua, ho chiesto a BastiBasti (Bastian Sobtzick) dei Callejon di partecipare come guest vocals su “Nebel”, lui canta molto in tedesco, è conosciuto ed è anche un grande cantante, così abbiamo cantato insieme ed è uscita fuori una delle mie tracce preferite dell’intero album.

In “Falling Downwards” c’è il contributo vocale di Matt Heafy, cosa mi puoi dire in merito a questa collaborazione? E cosa pensi dei Trivium?

Conosciamo i Trivium e Matt da un sacco di tempo. So che Matt era un nostro fan sin da quando stava crescendo nella scena Metal/Hardcore; tutto è cominciato quando in passato abbiamo tenuto alcuni concerti insieme, loro erano la opening band, quindi si tratta di molti anni fa, quando noi eravamo gli headliner ed i Trivium il gruppo di apertura, adesso i ruoli si sono invertiti, ma siamo comunque grandi amici ed il tour che abbiamo avuto insieme nel 2013 è stato molto divertente, abbiamo parlato del passato, Matt ci ha raccontato di quando era un accanito fan dei Caliban, così è uscito fuori il discorso di una collaborazione, lui è un grande cantante, glielo abbiamo chiesto ed ha fatto un grande lavoro.

Ci sarà un’edizione speciale di “Ghost Empire”, quali sono le principali differenze tra la versione standard e quella speciale?

L’album uscirà nella versione jewelcase ed una special edition limitata a 2000 copie che include cd versione digipack, un dvd documentario sul nostro summer tour, durante il quale abbiamo celebrato i quindici anni della nostra carriera, ci saranno poster autografati, stickers…davvero tante cose che non ricordo tutte!

Avete suonato molto dal vivo negli ultimi mesi, avete celebrato il vostro quindicesimo anniversario, c’è ancora qualcosa in cantiere per questa ricorrenza?

Sinceramente no, ci stiamo focalizzando sul nuovo album, sui concerti che lo supporteranno e tutti gli impegni promozionali che accompagnano questa uscita

C’è già un tour pianificato? O magari festivals ai quali prenderete parte la prossima estate?

A febbraio abbiamo delle date in Russia, un tour da headliner in Europa, sicuramente suoneremo in molti festivals ma non so se ce ne sono di già annunciati, invitiamo tutti i nostri fans a tenere d’occhi il nostro sito internet per rimanere aggiornati.

Andy lascio a te le ultime parole, se vuoi lasciare un saluto ai vostri fans italiani ed ai lettori di Metallus.it

Vorrei ringraziare tutti coloro i quali leggeranno questa intervista, per tutto il supporto che danno ai Caliban, spero di vedervi presto in qualche festival o concerto in Italia…grazie a tutti!

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