Enemy Of The Sun – Recensione: Caedium

Dopo quasi tre anni di silenzio il vecchio guru del metal europeo Waldemar Sorychta ritorna sul mercato con un nuovo album targato Enemy Of The Sun. Il progetto aveva dimostrato sicuramente buone potenzialità al debutto e questo secondo album riesce in qualche modo a confermare tale impressione, senza però arrivare a far decollare la band come forse sarebbe stato lecito attendersi. Le coordinate stilistiche non si sono mosse di un millimetro, continuando a battere sulla miscela di suoni tipicamente anni novanta, in bilico tra thrash-groove, nu-metal e sperimentazione. Ritmi frenetici e aperture più armoniche, con chiari e non casuali riferimenti ad una band come i Grip Inc., vengono brutalmente spezzati da frammenti di insinuante melodia che spesso rimanda all’uso straniante che ne facevano i System Of A Down. Come per “Shadows” questo rappresenta però solo l’ossatura principale, perché gli Enemy Of The Sun hanno sufficiente esperienza per giocare con infiltrazioni di suono che vanno dall’industrial, all’elettronica-dark, senza lasciarsi alle spalle certi riferimenti a band come Prong, Kreator periodo “Outcast”-“Renewal” o Depressive Age. Un mix di stili e sfumature che di certo gode del suo fascino e che cresce in modo costante con il numero di ascolti, ma che a tratti appare forzato e alla resa dei conti lascia la stessa sensazione di incompiutezza che frenava il primo lavoro. Non di meno, in un periodo non certamente esaltante dal punto di vista della creatività musicale, un disco competente, professionale e sufficientemente fantasioso come “Caedium” potrebbe smuovere un minimo un pubblico ormai assopito e assuefatto a band indistinguibili l’una dall’altra.

Voto recensore
7
Etichetta: Massacre / Audioglobe

Anno: 2010

Tracklist: 01. Lithium
02. Another End of the Rainbow
03. I Am One
04. Chasing the Dragon
05. Castaways in the N.W.O.
06. The Power of Mankind
07. Ticket
08. Paradigm
09. Tryout
10. The Golden Horizon
11. Sky Shooting Stars
12. Stolen Sky
13. Aimless
14. In Memoriam
Sito Web: http://www.myspace.com/enemyofthesunband

riccardo.manazza

view all posts

Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi