Metallus.it

Cadaveria – Recensione: Mondoscuro – Split Ep

“Mondoscuro” vede due note realtà del metal estremo italiano, ovvero i Cadaveria e i Necrodeath, unire le forze in questo split Ep da annoverare tra le release più insolite dell’anno in corso che da un lato riflette la natura disimpegnata del progetto e dall’altro segna il sodalizio artistico tra le due diaboliche entità.

Il titolo “Mondoscuro” richiama inevitabilmente il progetto Mondocane che all’inizio degli anni ’90 siglò la collaborazione tra i Necrodeath e gli Schizo (altri celebri portabandiera del metallo cattivo made in Italy) e, ideale emanazione dell’immaginario noir delle band, i truculenti “mondo movies” italiani dei primi anni’60, ovvero quei documentari che a partire dal capostipite, appunto “Mondo Cane”, del 1962, mostravano agli spettatori aspetti curiosi ma soprattutto disturbanti di usi e costumi di varie popolazioni, dalle violenze sugli animali al cannibalismo rituale (il loro successo li trasformò poi in veri e propri horror con relativa finzione cinematografica).

“Mondoscuro” parte con una, tutto sommato ben riuscita “inversione di ruoli”, con i Cadaveria che interpretano un brano dei Necrodeath e viceversa. Le scelte ricadono sul classico “Mater Tenebrarum”, tratto da “Into The Macabre” del 1987 e su “Spell”, da “The Shadow’s Madame” del 2002. Il classico dei Necrodeath è riproposto con l’innesto di parti dal maggiore respiro melodico (ricordiamo che al disco partecipa anche Lindsay Schoolcraft dei Cradle Of Filth come soprano vocalist) e con tanto di tributo finale ai Goblin, mentre “Pulse” diviene decisamente più “arcigna”, incattivita dalla voce al vetriolo di Flegias e dall’assolo al fulmicotone di Pier Gonella.

Seguono poi due inediti. I Cadaveria propongono “Dominion Of Pain”, un pezzo potente ma dal feeling malinconico, giocato sui tempi medi e con una forte impronta black metal, stemperata da un intenso break melodico. Tocca poi ai Necrodeath con “Rise Above”, pezzo coraggioso, dai ritmi piuttosto lenti per gli standard del gruppo e con una buona parte in italiano. Da notare come Flegias e Cadaveria compaiano nel ruolo di guest sull’uno e sull’altro pezzo. Si chiude con due cover, per la Signora delle Ombre “Christian Woman” dei Type O Negative, per Peso e soci “Helter Skelter” dei Beatles, brani che pure modificati dallo stile dei gruppi, mantengono per la massima parte l’impostazione e il feeling originale.

Un lavoro che, come dicevamo è piuttosto insolito e questo è il suo punto di forza, poichè difficilmente potrà interessare ad altri che non siano i fan delle band (o almeno di una della due!), sebbene il “match” infili una serie di tracce interessanti. Un piacevole appetizer in attesa di ascoltare i nuovi album.

 

Exit mobile version