Somehow Hollow – Recensione: Busted Wings And Rusted Halos

Dalle ceneri dei Grade, che nella seconda parte degli anni novanta ottennero qualche riconoscimento importante e sfiorarono ripetutamente la “celebrità hardcore”, nascono i presenti Somehow Hollow, nati in realtà come side project. ‘Busted Wings & Rusted Halos’ di distanzia in maniera netta dall’hardcore secco e quasi matematico del gruppo di ‘Under The Radar’, preferendo muoversi fra punk, hc melodico e sottili rifrazioni metalliche. Il pezzo migliore viene riservato per la chiusura dell’album: ‘Busted Stereos And Myself’ è infatti perfetto nel mischiare la velocità del punk melodico con alcuni strattoni quasi Slayeriani e a coronare il tutto con una linea vocale ben sviluppata e non banale. Per i più attenti i Somehow Hollow potrebbero essere accostati ai Casket Lottey, ma lo spessore del songwriting qui deve ancora migliorare e molto: nella prima parte del disco si percepisce molta energia, ma al di là di alcuni passaggi à la Get Up Kids il resto è piuttosto confuso, con una voce incerta e mezza sepolta nel mix che rende difficile seguire quello che accade. Non un’uscita fondamentale dunque, e forse addirittura una parziale delusione, data l’abilità che tutti abbiamo riconosciuto ai Grade: ‘Busted Wings & Rusted Halos’ non riesce a lasciare il segno di una risurrezione avvenuta. I momenti piacevoli non mancano, ma rimane affare per pochi maniaci affezionati.

Voto recensore
6
Etichetta: Victory/W&B

Anno: 2003

Tracklist: Kamloops
How Winter Killed Our Souls
Darkest Day
Halfway Gone
Walking Clothed Foot
A Lesson Longing
Broken Chords
Never Let You Go
The Witch of Glen Cedar Gate
Busted Stereos and Myself

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