Burn The Mankind – Recensione: To Beyond

Nati dallo scioglimento dei Nephasth i Burn The Mankind debuttano per la danese Mighty Music, e fanno un mezzo buco nell’acqua. È un disco che non convince quello dei brasiliani Burn The Mankind: piatto e privo di spunti notevoli. Una brutta delusione per il combo verde-oro, che proprio con “To Beyond” esordisce sulla lunga distanza dopo una “gavetta” fatta di un ep nel 2010 ed un singolo nel 2012. Un pugno di canzoni, sì ben suonate e prodotte, che non riescono a dare la carica necessaria. Un death metal tecnico (con spruzzate di grind qua e là) sterile, senza slanci creativi capaci di intrigare un ascoltatore attento

Tutto formalmente perfetto nelle canzoni della band brasiliana, composizione attenta, buona perizia tecnica ma senza quel “quid” capace di rendere appagante l’ascolto. Bene la voce di Predo Webster e la prestazione del batterista Raissan Chedid, ma il lavoro delle chitarre (Marcos Moura e Rafael Barros) è troppo scolastico per essere realmente efficace. C’è sempre un qualcosa di incompiuto nelle canzoni presentate dal quartetto di Porto Alegre, una sensazione non ben definita, ma che aleggia come uno spettro ogni qual volta si schiaccia il tasto “play” e si inizia l’ascolto.

Un brutto disco? Al 100% no, ma sicuramente deludente, poco a fuoco rispetto alla grande concorrenza che ingolfa il genere. Non bastano un paio di belle canzoni (“Everyone Is Blind” o “Cries”), c’è molto da lavorare per andare oltre la massa.

Burn The Mankind cover

Voto recensore
5,5
Etichetta: Mighty Music

Anno: 2016

Tracklist: 1. The uprise 2. To beyond 3. The gun 4. Real slave 5. Lies 6. Vacuum 7. Everyone is blind 8. Cries 9. Beneath the sun 10. Survive on (bonus track) 11. Human decay (bonus track)
Sito Web: www.facebook.com/burnthemankindofficial

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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