Bring Me The Horizon – Recensione: Nex Gen

Nello stupore più totale dei fan, i Bring Me The Horizon hanno annunciato il rilascio del nuovo album solo il giorno prima dell’effettiva uscita. La pubblicazione di “Post Human: NeX GEn”, il seguito di “Post Human: Survival Horror” uscito nel 2020, ha subito vari ritardi fino a quando la band non si è sentita soddisfatta del mixing e della resa delle canzoni. Quindi, i fan hanno dovuto attendere più del previsto, ma ne sarà valsa la pena?

“Post Human: NeX GEn” è composto da ben 16 tracce, ma non tutte sono nuove alle orecchie dei fan dei Bring Me The Horizon. Infatti, “Die4U” era uscita già tre anni fa (i Bring Me The Horizon l’avevano eseguita dal vivo anche durante il concerto a Milano dell’anno scorso) e rappresenta la svolta commerciale che la band ha intrapreso oramai già da tempo. Nonostante sia un brano palesemente “catchy”, i Bring Me The Horizon mantengono ben chiara la loro identità e lo stesso discorso vale per “sTraNgeRs”, che è diventata uno degli inni dei fan perché tratta di tematiche che riguardano la depressione e la malattia mentale, temi che come vedremo saranno ricorrenti in tutti l’album. Ad esempio, la radiofonica “LosT” parla a tutte quelle persone che si sentono fuori posto ed inadeguate, mentre continuano a chiedersi che cosa c’è di sbagliato in loro, mentre in “DArkSide” Oliver chiede di non essere lasciato da solo perché “una malattia sta prendendo il sopravvento”. Continuiamo a parlare dei singoli che hanno anticipato l’uscita di “Nex Gen” soffermandoci su “Kool-Aid”, che mi ha convinta dal primissimo ascolto, forse perché sembra attingere un po’ da “Sempiternal” e un po’ da “There Is A Hell…”, ma con una produzione più moderna che segue “Survival Horror”. Altrettanto riuscito è il videoclip, nonostante sia di difficile interpretazione, e dimostra che da tempo i Bring Me The Horizon non sono solo interessati a scrivere musica, ma stanno costruendo un vero e proprio immaginario cyberpunk con determinate simbologie e slogan che creano una sorta di setta (è proprio quello che Oliver chiede all’inizio di “Mantra”) di cui fanno parte tutti i fan della band, rafforzando quindi un senso di unità tra le persone collegate dallo stesso amore per la musica. “AmEN!”, realizzata in collaborazione con Lil Uzi Vert, Daryl Palumbo e Glassjaw, è la perfetta unione dei “vecchi” e dei “nuovi” Bring Me The Horizon perché mescola magistralmente pop, hardcore e persino rap, diventando una delle canzoni migliori che abbiano mai scritto dopo “Sempiternal”.

Ma qui c’è ancora tanta carne al fuoco ed è giusto porre l’attenzione sulla scrittura di Oliver Sykes, che in questo album continua a parlare dei mostri che aleggiano nella sua mente, quasi come una continuazione dei bellissimi testi di “Sempiternal” che anche a distanza di tanti anni continuano a colpire dritti al cuore. “Youtopia” ne è un esempio e racchiude anche un riferimento a “Who Wants Flowers When You’re Dead? Nobody” del 2004. Ci sono alcuni fan che si sono preoccupati della salute mentale di Oliver, ma io penso che non ci sia niente di cui stupirsi se ripensiamo, ad esempio, ad un testo come quello di “Hospital for Souls”. Oliver stesso ha ammesso di aver avuto delle ricadute, ma questo album è stato pensato per essere di aiuto per tutte le persone che stanno affrontando gli stessi problemi e cercano conforto nella musica. A tal proposito, “Top 10 staTues tHat CriEd bloOd” (sì, un titolo un po’ bizzarro) contiene un bellissimo messaggio che può essere riassunto in “nessuno verrà a salvarci, è arrivato il momento di farlo da soli perché non c’è amore più importante di quello per noi stessi”. Chapeau, Oliver! Anche “n/A” si rivolge a tutte quelle persone che stanno combattendo una dipendenza e, piccola curiosità, le voci che si sentono in sottofondo sono state registrate durante alcuni concerti nel Regno Unito… pensate che emozione per quei fan fortunati sapere che la loro voce è in una canzone dei Bring Me The Horizon!

Cerco di non dilungarmi troppo perché voglio citare ancora alcuni brani, in particolare “liMOusIne”, la collaborazione con Aurora che parla di uno stile di vita edonista, mi ha colpita dal primo ascolto per la forte somiglianza con i Deftones e per il modo in cui le due voci si fondono armoniosamente. “NeX GEn” vanta varie collaborazioni, tra cui “a bulleT w/ my namE On” con gli Underoath che ci riporta indietro di quindici anni e si aggiudica un posto tra le canzoni migliori dell’album. Al contrario, ho pareri contrastanti su “R.i.p. (duskCOre RemIx)” e “[ost] p.u.s.s.-e”, mentre la conclusiva “Dig It” è una vera chicca: alcuni fan hanno ipotizzato che i due minuti di silenzio finali dovrebbero simulare l’essere in una tomba, perché la canzone rimane sospesa sulla frase “Life is a grave” e poi parte il silenzio, che non sembra essere casuale.

In una recente intervista con NME, Oliver Sykes ha rivelato che lo scopo dell’album è quello di trovare una sorta di “pace dei sensi”, un posto in cui siamo felici e per essere felici ci dice che dobbiamo necessariamente accettare chi siamo, senza desiderare di essere qualcun altro. Inoltre, ha anche affermato che dovremmo utilizzare l’amore come guida in ogni cosa che facciamo, nonostante a volte sia più semplice “cadere in tentazione” e lasciarci guidare dai nostri istinti più animaleschi. In conclusione, “NeX GEn” parla delle ricadute di Oliver e del suo percorso di riabilitazione che gli ha fatto realizzare che molte altre persone condividono i suoi pensieri, nonostante si trovino in situazioni apparentemente diverse. Ammetto che non ho ancora accettato l’uscita di Jordan Fish dalle scene, “NeX GEn” sembra rappresentare un nuovo inizio per la band perché ha permesso a tutti i membri di ritornare a scrivere musica per il gusto di farlo e senza cercare costantemente ulteriore successo e farsi condizionare troppo dalle scadenze.

Quindi, per rispondere alla domanda iniziale: ne è valsa la pena attendere? Assolutamente sì. Che cosa dobbiamo aspettarci dal futuro? La narrativa iniziata in “Survival Horror” e ripresa in “NeX GEn” proseguirà anche nel prossimo album. Dopo il cliffhanger di “Dig It”, che Oliver definisce come una sorta di metaforica nota di addio, il percorso di guarigione del leader della band continuerà. Alcune idee sono già state discusse ma è ancora presto per capire cosa succederà nel futuro dei Bring Me The Horizon. E qualsiasi cosa accadrà, noi sapremo che anche in quel caso ne sarà valsa la pena aspettare.

Etichetta: Sony, RCA

Anno: 2024

Tracklist: 01. [ost] dreamseeker 02. YOUtopia 03. Kool-Aid 04. Top 10 staTues tHat CriEd bloOd 05. liMOusIne ft AURORA 06. DArkSide 07. a bulleT w/ my namE On ft Underoath 08. [ost] (spi)ritual 09. n/A 10. LosT 11. sTraNgeRs 12. R.i.p. (duskCOre RemIx) 13. AmEN! ft Lil Uzi Vert & Daryl Palumbo of Glassjaw) 14. [ost] p.u.s.s.-e 15. DiE4u 16. DIg It
Sito Web: https://www.bmthofficial.com/

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi