Tesla: Intervista a Brian Wheat

Tra tante reunion che ormai quotidianamente fanno parlare di sé sono veramente poche quello che hanno qualcosa da dire a livello artistico. I Tesla sembrano volere uscire decisamente da questo mucchio, proponendo un disco molto valido che ce li ripresenta in piena forma. Ne parliamo con il bassista Brian Wheat , estremamente disponibile nonostante una intera giornata passata a fare interviste e un brutto raffreddore.

Ve la siete presa con calma, avevate i vostri studi a disposizione e ci avete messo due anni a completare le registrazioni. Siete soddisfatti di questo percorso? Ha prodotto ottimi risultati, la tranquillità paga?

"In realtà ci siamo riuniti verso la fine del 2000, dopo di che abbiamo fatto concerti per tutto il 2001 e il 2002. Il 2003 l’abbiamo invece utilizzato per registrare, per cui in realtà ci abbiamo messo ‘solo’ un anno. Comunque stare in studio per molto tempo e con calma ci ha permesso di sperimentare molto , molto più che nel passato. Il fatto che lo studio fosse di Frank (Hannon, chitarrista) ci ha permesso di utilizzare tutto il tempo che volevamo, evitando la classica situazione di dovere chiudere tutto in fretta perché non hai più i soldi per pagare lo studio. Per noi i pezzi erano completi solo quando lo decidevamo noi, senza nessun disturbo. Abbiamo avuto il controllo totale su tutto anche a livello di produzione, ci siamo fatti aiutare solo da Michael Rosen, un ingegnere del suono che ha co-prodotto il lavoro, facendo un ottimo lavoro peraltro, e sicuramente lavoreremo ancora con lui per il prossimo disco, nella stessa maniera."

L’Hard Rock non è un genere che abbia goduto di grande popolarità negli ultimi anni, però quando ci sono reunion importanti come la vostra, o uscite di gruppi storici c’è molto interesse. Sembra ce manchi il ricambio delle nuove leve, secondo te come mai succede questo?

"Mah, secondo me ci sono molti gruppi che suonano hard rock e che sono molto popolari. Prendi i Nickelback per esempio, vendono tonnellate di dischi, oppure i Creed, i Train, i Matchbox 20, tutti loro fanno rock melodico e sono molto popolari!"

Si, però è un genere abbastanza diverso, non è quello che si intendeva per hard rock alla fine degli anni ’80…

"perché, pensi che noi suoniamo anni ’80? Le nostre radici affondano saldamente negli anni ’70, mi sembra che suoniamo un genere riconducibile a Led Zeppelin, Aerosmith, Bad Company, Humble Pie… E’ a questi gruppi che ci ispiriamo."

In ogni caso è da molto tempo che si parla di questo disco. Pensi che sia dovuto al nome che si sono fatti i Tesla nel corso degli anni, oppure bisogna dare qualche merito alla casa discografica che sta facendo un grosso sforzo di promozione?

"Beh, avevamo un grosso seguito, per cui penso che la gente sia curiosa di sentire cosa abbiamo ancora da dire dopo tutti questi anni, cosa siamo in grado di fare. Poi le persone che hanno sentito il disco prima dell’uscita dicono che è un buon disco, e questo non fa altro che accrescere l’aspettativa. Se avessimo fatto un disco di merda probabilmente non interesserebbe a nessuno."

Una vostra caratteristica è sempre stata quella di alternare parti acustiche con parti elettriche, e l’avete confermata con questo disco. L’eccezione è ‘Got No Glory’, brano completamente elettrico e anche parecchio aggressivo per i vostri standard. Si tratta di un caso isolato oppure può essere una strada che intraprenderete maggiormente in futuro?

"In effetti è il brano più aggressivo del disco, e forse della nostra carriera… ma siamo molto soddisfatti del risultato, per cui credo sia probabile che in futuro esploreremo ancora questi territori. In effetti le parti heavy sono più pesanti di prima. Devi capire che per noi c’era molto da dimostrare con questo disco, dovevamo fare vedere a tutti che non siamo bolliti, che siamo ancora capaci di scrivere grandi brani. E’ come quando Mohammed Ali ha combattuto contro George Foreman. Tutti dicevano che sarebbe stato spazzato via, ma non lo è stato, per niente! Ha preso Foreman e GLI HA FATTO IL CULO, SPIANANDOLO SU QUEL CAZZO DI TAPPETO!" (gridando e ridendo insieme…). "E’ questo che stiamo dicendo, siamo tornati, e non scommettete contro di noi perché non siamo passati, e non ce ne andremo senza combattere!"

Invece ‘What A Shame’ sarebbe perfetta come sigla di una sit-com, tipo ‘Friends’. Nessuno ve l’ha ancora chiesta per questo utilizzo?

"Per una sit-com? Mmmm… questo significa che ti è piaciuta o che non ti è piaciuta?"

Mi è piaciuta, e la vedrei molto bene in quel contesto!

"Ha ha ha, no, non ce l’ha ancora chiesta nessuno… Sarebbe bello vedere una nostra canzone come sigla di ‘Sex And The City’ o ‘Sopranos’! Ha ha ha, questa è buona… Comunque ci piacerebbe, sarebbe bello, e sarebbe un ottimo modo per fare arrivare la nostra musica a un sacco di gente che non sa nemmeno che esistiamo. Beh, sarebbe grande anche se la usassero per un canale porno! Ha ha ha!! In realtà non siamo mai stati in uno show televisivo, abbiamo solo partecipato alla colonna sonora di ‘Last Action Hero’. In ogni caso non mi interessa come le nostre canzoni arrivano al pubblico, l’importante è che le senta molta gente. Non credo che questo sia svendersi, se qualcuno vuole una nostra canzone da utilizzare in un altro contesto ben venga!"

Ti piacciono i Living Colour? Te lo chiedo perché ci sono punti di contatto tra i due gruppi: una reunion molto significativa, un grande disco, un’ottima canzone sull’11 settembre… mi ha colpito l’analogia.

"Sì, mi piacevano i Living Colour, ma non sapevo che di fossero riuniti! Ma con la formazione originale, con Vernon Reid? Wow, molto interessante! "

State programmando un tour europeo?

"Non c’è ancora nulla di fissato, ma sicuramente verremo in Europa in primavera. Ci piacerebbe sia fare un tour da headliner sia fare da supporto a qualche nome molto grosso, tipo Bon Jovi, gli Aerosmith o gli Ac/Dc, in modo da suonare in posti grandi davanti a un sacco di gente, che magari non ci conosce. In America siamo piuttosto popolari, ma in Europa molto meno, per cui mi piacerebbe suonare con qualcuno che invece ha un grosso seguito qui, per farci vedere. Magari potremmo supportare i The Darkness ha ha ha! Comunque dobbiamo valutare e organizzarci, in ogni caso sicuramente verremo in Europa, ci sono molti nostri fans che comprano i nostri dischi e non ci hanno mai visto su un palco, e la cosa non ci piace. E’ per questo che si fanno i tour, nel music business."

Ma vi divertite ancora a suonare in giro?

"Guarda, la parte divertente dello stare in tour è proprio suonare, e se così non fosse non lo faremmo di sicuro. Tutto quello che ci sta intorno è incredibilmente stancante e noioso, un sacco di tempo passato a non fare nulla, a spostarsi… soprattutto negli stati uniti, dove suoni in un posto dove non c’è niente, poi vai in un altro posto dove non c’è niente attraversando il nulla! In Europa almeno ci sono un sacco di cose interessanti da vedere!"

Cosa avete fatto in questi anni di separazione?

"Io avevo una band, e quello che ho fatto è stato cercare di farla decollare. Anche gli altri sono stati impegnati in vari progetti, sempre in ambito musicale. Tutti cercavano di rifare quello che avevamo fatto nei Tesla, senza riuscirci."

E come è stato essere famosi, poi trovarsi a suonare in gruppetti sconosciuti, e poi ancora in un gruppo di primo piano?

"Beh, ‘the bigger the better’! Ha ha ha! Non c’è paragone, sicuramente nei Tesla è tutta un’altra soddisfazione. Suonare davanti a molte persone, fare interviste in posti come questo ". (indicando intorno a sé il lussuoso albergo milanese) "Sì, sono proprio contento che siamo tornati in pista, e non vedo l’ora di portare in tour i nuovi pezzi. Ci vediamo in primavera!"

Samuele Rudelli Sam.rudelli@metallus.it

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