Beggar’S Bride – Recensione: Boulevard Of Broken Dreams

I Beggar’s Bride sono la creatura del produttore, musicista e cantante svedese Holggy Berg, che in questo progetto si avvale di ospiti di un certo livello, pur senza vantare nomi di grido. Berg tradisce le proprie origini nella vocazione alla melodia, anche se in più di un frangente viene meno la solidità della composizione. Pezzi leggeri, che vedono susseguirsi al micorfono nomi come Marc Storace (Krokus), Michael Voss (Casanova) e Gary Barden (MSG, Silver), tanto per citarne alcuni. Al di là delle prestazioni dei singoli, risulta particolarmente efficace la scelta di affiancare loro in numerose occasioni la voce femminile di Jolene Van Ar, che è anche la batterista in tutti i pezzi.

Caratterizzati da una certa levità, gli episodi di ‘Boulevard Of Broken Dreams’ sono accomunati da un certo gusto pop, anch’esso tipicamente scandinavo, che emerge nella splendida e delicata ‘You Were My Sunshine’, questa ad esclusivo merito della voce femminile di Aino Laos. In effetti è proprio in casi come questo, ma anche come ‘I Think It’s Over’ e ‘Eight Feet Below’ (presente pure in versione acustica), dove la vena pop è più accentuata, che la creatura di Berg convince maggiormente. Allo stesso modo, l’interpretazione dello svedese – voce roca e cupa, a tratti non troppo dissimile da quella di Johan Edlund dei Tiamat – non si armonizza molto con il resto del progetto, e colpisce il bersaglio soltanto nell’emozionante ‘Thousand Miles From Home’.

Un buon album, comunque, abbastanza variegato da mantenere vivo l’interesse fino alla fine e con abbastanza gusto per farsi apprezzare dai cultori di certo AOR/pop raffinato.

Voto recensore
6
Etichetta: MTM/Frontiers

Anno: 2006

Tracklist:

01.Broken Hearts
02.Footprints In The Sand
03.Ruled By Clowns
04.You Were My Sunshine
05.Dreams
06.I Think It's Over
07.Eight Feet Below
08.First Way Out
09.The Radio Is Playin' Softly
10.Tattoo-Nancy
11.Thousand Miles From Home
12.The Open Sea
13.Below (Acoustic Version)


giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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