Belphegor – Recensione: Bondage Goat Zombie

Cosa aspettarsi da una band che da sempre rifiuta ogni possibilità evolutiva? Semplice, un lavoro di mestiere, ma nel caso dei Belphegor questo mestiere è assolutamente ottimo. Il death-black privo di compromessi di cui la band è foriera, trova in “Bondage Goat Zombie” una nuova valvola di sfogo che non farà prigionieri.

L’album punta molto sulla velocità di esecuzione e si percepiscono distintamente tutti i miglioramenti compositivi e tecnici che hanno interessato la band negli ultimi anni, un progressivo distanziarsi dal marasma sonoro di un tempo. I ritmi tellurici sono spezzati talvolta da arrangiamenti per così dire, melodici e la produzione (garanzia in casa Nuclear Blast) è di prima qualità. Il tutto elude i preziosismi, ma i sinistri rallentamenti o le sporadiche parti di tastiere (che beninteso rimangono una sfumatura) trovano una perfetta collocazione nel contesto fatto di orrore, pornografia ed estremismo che il three-piece austriaco non vuole proprio abbandonare.

Detto questo, potremmo passare ore a discutere sull’utilità di un disco che farà la felicità della censura e che ripropone dei cliché spremuti fino all’ultima goccia. Ma in fondo è poco importante: chi già conosce e segue la band e chi associa il death metal a una palude di sangue e interiora, potrà acquistare “Bondage Goat Zombie” a scatola chiusa.

Voto recensore
7
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2008

Tracklist:

01.Bondage Goat Zombie
02.Stigma Diabolicum
03.Armageddon’s Raid
04.Justine : Soaked In Blood
05.Sexdictator Lucifer
06.Shred For Satan
07.Chronicles Of Crime
08.The Sukkubus Lustrate
09.Der Rutenmarsch


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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