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Blue Öyster Cult – Recensione: 50th Anniversary Live in NYC – First Night

Per festeggiare i 50 anni di attività, i Blue Öyster Cult, leggendaria band newyorkese, uno dei pilastri della storia dell’hard rock mondiale, ha fatto le cose in grande: una serie di tre concerti alla Sony Hall di New York, svoltisi nel settembre 2022, in cui per ogni sera è stato riproposto interamente uno dei primi tre dischi oltre ad altro materiale. La Frontiers ha in previsione la pubblicazione di tutti e tre i concerti, iniziando da questo “50th Anniversary Live in NYC – First Night”. La confezione è notevole come contenuti: due cd col primo dedicato interamente alla riproposizione del disco d’esordio della band, risalente al 1972, il secondo con brani tratti da un po’ tutta la loro discografia, e infine un DVD/Blue Ray con tutto il concerto intero. Attorno al nucleo storico dei fondatori, il chitarrista (anche alla voce su alcuni brani) Donald “Buck Dharma” Roeser, e il vocalist polistrumentista Eric Bloom, troviamo l’ex batterista Albert Bouchard ospite speciale in tutte e tre le serate, oltre ovviamente ai membri attuali Richie Castellano a tastiere e chitarra, Danny Miranda al basso e Jules Radino alla batteria.

Blue Öyster Cult - "Screams (50th Anniversary Live)" - Official Live Video

Come c’è da aspettarsi da un gruppo nato negli anni ’70, un loro live è ben altra cosa dalla banale riproposizione di una serie di brani suonati par pari alle versioni in studio. Arrangiamenti diversi e parti soliste rivisitate, con un buon spazio all’improvvisazione, caratterizzano questo album dal vivo e lo rendono degno di grande interesse. Come non restare colpiti, sul primo cd, dalla serrata apertura di “Transmaniacon Mc”, dal lungo, splendido assolo di chitarra di “Then Came The Last Days Of May“ e alternando brani atmosferici di grande classe (“She’s As Beautiful As A Foot”, “Workshop Of The Telescopes”) ai più potenti quale l’incalzante r’n’r di “Before The Kiss, A Redcap” o il super classico “Cities On Flame With Rock And Roll”. Particolarmente interessante la scelta dei brani del secondo cd, che vede alternare dei classici come “Burnin’ For You”, “Career Of Evil”, “Godzilla” o l’eterna “(Don’t Fear) The Reaper” a pezzi ben meno scontati, presi, dicevamo, da un po’ tutta la loro nutrita discografia. Ecco arrivare una “Harvest Moon” o una “Dancin’ In The Ruins”, tratte da dischi considerati (spesso a torto) minori, anche se non per questo meno validi. Non mancano episodi dall’ottimo ultimo album “The Symbol Remains”, come una tiratissima “Train True (Lenny’s Song)” o la cupa, bellissima “Tainted Blood”.

In conclusione possiamo tranquillamente affermare che, al netto di qualche piccola incertezza qua e là a livello vocale, dopo cinquant’anni i Blue Öyster Cult sono ancora una formidabile macchina da concerti e Roeser si conferma come un chitarrista immenso, con uno stile e un gusto unici. Ma tutta la band in generale funziona a meraviglia, sia col repertorio classico che con i brani meno scontati, proponendo il “solito” ampio raggio di diversi stili, sensazioni e umori uniti da un sound unico e irripetibile e con una classe e attenzione ai dettagli e alle varianti che è proprietà solo dei grandi. Per i fan di vecchia data l’acquisto di questo monumentale live è imperdibile, per chi non dovesse conoscerli altrettanto: scopriranno un nuovo mondo sonoro e di uno degli approcci più maturi e intelligenti della storia del rock duro.

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