Meldrum – Recensione: Blowin’ Up The Machine

Dura lo spazio di poche note la curiosità – poco importa che si tratti del secondo album – per questa band tutta al femminile che propone nu metal e che arriva a sorpresa sotto l’egida della Frontiers. Dura anche meno l’ansia di sentire perché mai partecipino all’album anche Lemmy Kilminster e Gene Hoglan. Perché il problema è subito evidente, e consiste nell’assenza pressoché assoluta di talento compositivo, unita ad un sound poco più che amatoriale. A poco serve, perciò, la rabbia della cantante Michelle Meldrum, che solo a tratti riesce a rendere credibile questo ‘Blowin’ Up The Machine’.

Una lunga agonia vagamente nu metal, che incarna il concetto di sofferenza nella maniera sbagliata, riversandola cioè sullo spettatore invece che farne soggetto ispiratore di una sana rabbia musicale. L’album stenta penosamente fino alla parte centrale, dove, specialmente con ‘Another Kind’, la band riesce almento a trovare delle melodie orecchiabili. Per il resto del percorso, però, le Meldrum sbandano e vanno fuori strada. Rimanendoci.

Voto recensore
4
Etichetta: Frontiers

Anno: 2007

Tracklist: 01. Purge
02. Down Your Throat
03. Scar
04. Crème De La Crème
05. Hang Em
06. Miss Me When I’m Gone
07. Another Kind
08. Exploited
09. Get Yours
10. Get Me Outta Here
11. Bite The Pillow

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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