Bathory – Recensione: Blood On Ice

Blood On Ice‘ è il nono album in studio per i Bathory, one man band incarnata nella figura di Quorthon, forse uno dei personaggi più schivi e particolari nella storia della nostra musica, nonché considerato tra i pionieri del movimento black metal in Nord Europa. Il disco, datato 1996, è in realtà un’uscita postuma che idealmente andrebbe a terminare la trilogia di epic/viking metal iniziata con ‘Hammerheart’ (1990) e proseguita con ‘Twilight Of The Gods’ (1991). Una mossa che consentì a Quorthon di imporsi nuovamente nel filone epico dopo i due passi falsi a nome ‘Octagon’ e ‘Requiem’, pessimi album di thrash/black metal che tentavano inutilmente di ridare lustro allo stile originario della band. E ‘Blood On Ice‘ è qualcosa che lascia senza fiato…Se prendiamo in considerazione la tecnica, non si può certo dire che Quorthon sia un esecutore di prim’ordine: sezione ritmica statica, riff ripetuti più volte (se escludiamo la ballad acustica ‘Man Of Iron‘ e ‘The Ravens‘) e poi la voce del protagonista che di certo non è quella di un usignolo. Roco, sgraziato, più volte capace di sfiorare le stonature, il deus ex machina dei Bathory riesce comunque a creare un capolavoro. I brani sono intrisi di un alone di magia e della stessa materia di cui sono fatti i sogni. Impossibile rimanere indifferenti di fronte alla furia cieca di ‘Gods Of Thunder Of Wind And Of Rain‘ e all’incredibile pathos drammatico di ‘The Lake‘, suite in cui intervengono cori da brivido e che rappresenta il climax di tutto l’album. Quorthon non è dunque un grande esecutore ma di sicuro è un compositore unico, capace di creare non solo musica, ma vera magia. Se ‘Blood On Ice‘ non figura ancora nella vostra collezione rimediate al più presto a tale mancanza. Non ve ne pentirete.

Etichetta: Black Mark

Anno: 1996

Tracklist:

01.Intro
02.Blood On Ice
03.Man Of Iron
04.One eyed Old Man
05.The Sword
06.The Stallion
07.The Woodwoman
08.The Lake
09.Gods Of Thunder Of Wind And Of Rain
10.The Ravens
11.The Revenge Of Blood On Ice


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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