Derek Sherinian – Recensione: Blood Of The Snake

Ci era piaciuto decisamente di più il precedente ‘Mythology’…sia durante i primi coinvolgenti ascolti sia per la sua resistenza al passare dei mesi senza una minima perdita di freschezza. Ma di chi stiamo parlando?…di quel “gigione” delle tastiere che risponde al nome di Derek Sherinian, che con cadenza praticamente annuale torna sul mercato; il CD sin questione si intitola ‘Blood Of The Snake’, la lista dei musicisti ospiti è sempre notevole, passa come in passato in rassegna buona parte dell’arcobaleno sonico del mondo hard rock (tinto di prog, jazz e fusion) ma in questa occasione la scintilla non sfrigola. Si passa con disinvoltura dall’andamento sinuoso (merito di Simon Phillips dietro alle pelli) di ‘Czar Of Steel’ con un John Petrucci che va confermando la sua involuzione artistica (velocità esecutiva a parte) alla “sabbathiana” ‘Man With No Name’ marchiata a fuoco da Zakk Wylde sia vocalmente che chitarristicamente, dal divertissement fusion di ‘Phantom Shuffle’ alla reprise di ‘Anna Lee’ (ovviamente con Petrucci) in ‘Been Here Before’, dal protagonismo del sax di Brandon Fields in ‘On The Moon’ alle numerose sfuriate di Yngwie Malmsteen (al quale sembra proprio che il buon Derek abbia lasciato carta bianca) fino al finale rappresentato dall’inconsueta cover della celeberrima canzone country ‘In The Summertime’ cantata dal compagno di merende Billy Idol con un impercettibile cammeo da parte di Slash. Insomma molto “materiale” da esaminare come al solito per il musicista californiano di origini armene ma a questo giro la noia fa inevitabile capolino dall’angolo.

Voto recensore
5
Etichetta: Inside Out / Audioglobe

Anno: 2006

Tracklist:

01. Czar Of Steel
02. Man With No Name
03. Phantom Shuffle
04. Been Here Before
05. Blood Of The Snake
06. On The Moon
07. The Monsoon
08. Prelude To Battle
09. Viking Massacre
10. In The Summertime


alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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