Rose Tattoo – Recensione: Blood Brothers

Vecchi e inutili? Macché, in gamba e rabbiosi come sempre! Che altro si può dire di un gruppo come i Rose Tattoo, il cui primo disco è prossimo al compimento dei 30 anni, passati non indenni da pause di riflessione e lutti (Peter Wells e Ian Rilen solo nel 2006), accusati a volte di essere troppo simili ai fratelli maggiori AC/DC, e comunque sia ancora alive and kickin’? Certo, sicuramente non si tratterà del gruppo più innovativo della storia del rock, comunque sia “Blood Brothers” non è un brutto disco, anche se forse risente di una costruzione un po’ troppo standard. Ad esempio, i brani sono disposti troppo ordinatamente: due pezzi veloci, due mid tempo, due lenti, due veloci, e così via, sicché non si crea molta aspettativa in chi ascolta. Stesso discorso per la produzione, buona ma priva di qualsiasi caratterizzazione.

Il disco inizia con due pezzi veloci e dal ritmo accattivante, in cui spicca, ma di poco, il secondo, cioè ‘Slipping Away‘, e prosegue con ‘Once In A Lifetime‘ e con ‘1854‘, due tipici mid tempo hard rock in cui il leader Angry Anderson mostra come il tempo non abbia inciso granché sul suo stile e sul suo energico modo di cantare; stesso discorso per ‘City Blues‘, un brano dal retrogusto triste, come un vero blues dovrebbe essere, a cui si mescola un’anima rock, che non fa perdere d’animo. Finale folgorante poi con ‘Nothing To Lose‘, uno dei pezzi migliori del disco in virtù di un ritmo accattivante e aggressivo, che ne fanno un potenziale hit, e con ‘Lubricated‘, che si colloca al confine fra rock e punk per via della sua velocità e semplicità strutturale, con un cantato quasi urlato, che però in questo contesto è sicuramente adatto.

I fan della band australiana non rimarranno certamente delusi da questo nuovo disco, che ha anche un vago sapore di rinascita, in seguito ai tristi eventi dello scorso anno, ed esprime una ferma volontà di non mollare di fronte a niente, aspetto sicuramente ammirevole in tutti i casi.

Voto recensore
7
Etichetta: Armageddon/ Audioglobe

Anno: 2007

Tracklist:

01- Black Eyed Bruiser
02- Slipping Away
03- Once In A lifetime
04- 1854
05- City Blues
06- Sweet Meat
07- Man About Town
08- Creeper
09- Stand Over Man
10- Nothing To Lose
11- Lubricated


anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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