In This Moment – Recensione: Blood

Anticipato dall’omonima title track, “Blood” segna il ritorno sulle scene degli In This Moment, metal band californiana alle prese con la loro quarta fatica pubblicata dopo la dipartita dei membri storici Blake Bunzel e Jeff Fabb, rispettivamente chitarrista e batterista.

Riprendendo le sonorità metal tipiche dell’ultimo decennio, “Blood” si presenta come un album tipicamente electronic rock/metal che può essere suddiviso in due parti, una più dura, rude e con un cantato tremendamente malinconico e disperato; un’altra più soft ma con un forte pathos nella voce.

Malgrado gli In This Moment facciamo parte di quella frangia musicale spesso contestata perchè accusata di aver sporcato sonorità ben marcate, non si può non dire che non sappiamo fare il loro lavoro. Maria Brink ricoferma di essere una delle voce più belle per quanto riguarda il panorama metal femminile e la sua timbrica, né troppo melodica né troppo rude, la pone in risalto rispetto a molte altre sue colleghe. Nel corso delle 14 tracce assistiamo ad una metamorfosi camaleontica a livello cantato che passa, senzaa troppi tecnicismi, dall’essere melodico, all’essere gridato, dallo screamo al sospirato, una varietà che risulta essere non indifferente nei confronti di chi ascolti.

Dopo un breve intro, costituito da “Rise With Me”, si passa a “Blood” singolo che ha anticipato di un mese l’uscita dell’album. Ad un incipit con un parlato in bilico fra disperato ed arrabbiato fa presto capolino una parte effettistica alla Marylin Manson che trascina l’ascoltatore verso sonorità più pesanti e meglio architettate. “Adrenalize”, con un fortissimo richiamo ad alcune sonorità dei P. O. D. di “Satellite”, è uno dei brani meglio riusciti in cui risulta essere perfettamente riuscito l’equilibrio fra commerciale e nu metal. Il riff, non troppo elaborato, si appoggia su una parte ritmica comune che acquista maggior risalto con la voce della Brink, in molti casi vero jolly della band.

“Burn”, facente parte dei brani più malinconici, mette al meglio in mostra Maria Brink che, accompagnata dal suo piano, passa da una melodia pura e sussurrata, ad uno screamo perfettamente riuscito che dà energia e pathos a quello che risulta essere il brano più architettato dell’album. La commistione di generi, l’unione di strumenti classici con strumenti più moderni ed elettrici ed i cambi di tempo rendono finalmente giustizia ad una band che negli anni ha lottato per crearsi un posto nel panorama musicale.

“The Blood Legion”, riprendendo il titolo dell’album, ci accompagna verso la chiusura mettendo anche qui in luce lo sperimentalismo di questa band che in ogni brano ama unire e mischiare più stili e più generi senza troppo timore.

La palindroma “11:11” conclude in maniera insolita ed emblematica “Blood”. A fare da padrona è la voce di Maria che, accompagnata da semplici cori, si concede un momento di egocentrismo senza i fedeli compagni. Malgrado le sonorità di questo pezzo siano totalmente diverse dalle tredici tracce precedenti, trovo coraggiosa ed interessante la scelta di inserire un brano del genere come conclusione.

In generale l’album suona bene ed è ricco di spunti interessanti, consigliato a chi apprezza il genere ed è particolarmente fan degli Exilia.

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media

Anno: 2012

Tracklist:

01. Rise With Me

02. Blood

03. Adrenalize

04. Whore

05. You're Gonna' Listen

06. It Is Written

07. Burn

08. Scarlet

09. Aries

10. From The Ashes

11. Beast Within

12. Comanche

13. The Blood Legion

14. 11:11


Sito Web: www.facebook.com/officialinthismoment

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