Blind Guardian: Live Report e foto della data di Milano

E alla fine i Blind Guardian sono tornati; era infatti dal Battlefield Metal Fest del 2017 che i Bardi di Krefeld non tornavano a esibirsi nel capoluogo meneghino e per l’occasione la location non poteva che essere quella dello storico Alcatraz. Quando i Blind Guardian hanno annunciato il The God Machine Tour 2023, a supporto dell’ultimo album “The God Machine”, ho subito cerchiato di rosso la data sul calendario, ed è così che il 3 ottobre già nel pomeriggio ero in giro per Via Valtellina, aspettando l’apertura delle porte.

Ovviamente l’evento è di quelli che se non raggiunge il sold out, poco ci manca, come dimostra la lunga fila di gente in coda. Come detto l’evento si è tenuto nella cornice dell’Alcatraz, club dal quale mancavano addirittura dal 2015, ma nel quale la band tedesca riesce a trovare sempre una chimica incredibile con il pubblico, il cui risultato è sempre un concerto indimenticabile! Anche questa volta tutto è funzionato, seppur con qualche problema di “voce” (ma ci arriviamo), alla perfezione, regalando una notte che resterà indelebile nella mente  dei presenti per lungo tempo.

Nonostante si tratti del tour di supporto all’ultimo “The God Machine”, la setlist è ben variegata andando a pescare canzoni da quasi tutta la loro discografia, eccezion fatta per “A Night At The Opera” e “Beyond The Red Mirror”. Troviamo invece “Nightfall In Middle‐Earth” e “The God Machine”, da cui vengono eseguiti tre brani, mente il glorioso “Imaginations From The Other Side” e “Tales From The Twilight World” portano in dote due brani a testa, e che pezzi! I restanti cinque episodi arrivano da altrettanti cinque album. Personalmente ritengo sia stata la scelta migliore quella di proporre più pezzi possibili; del resto i Bardi hanno alle spalle un catalogo discografico immenso, e il tempo dei “tour celebrativi” c’è già stato.

SCARDUST

Due parole vanno dette anche per gli opener della serata, gli israeliani Scardust.
Band attiva dal 2015 che propone un progressive metal sinfonico, a tratti “pomposo”, che a dire il vero suona meglio sui due album all’attivo della band che in sede live.
Purtroppo i suoni non erano ottimali, risultando  alquanto impastati e dando l’idea che ognuno andasse per una direzione diversa. E nel marasma generale dei sette (interminabili) brani proposti spicca la prova del bassista Orr Didi, probabilmente il valore aggiunto della band, estremamente carismatico sul palco, riuscendo coi suoi salti da una parte all’altra dello stage a coinvolgere una parte di pubblico presente in sala, forse anche più della cantante Noa Gruman, che seppur abbia effettivamente una voce valida, non sembra convincere del tutto, cercando di strafare anche quando non ce n’era bisogno.

Setlist:

Tantibus II

Addicted

Sands of Time: Dials

Sands of Time: Sands of Time

Arrowhead

Game of Now

Concrete Cages

BLIND GUARDIAN

Il Guardiano Cieco è pronto a salire sul palco e prenderci per mano attraverso un viaggio che ci condurrà per circa novanta minuti fra battaglie epiche e ambientazioni fantasy che, grazie alle magiche note delle loro canzoni, possiamo non solo immaginare ma toccare con mano. Appena il drappo raffiguranti i draghi che nasconde lo stage viene fatto cadere, è un’esplosione di luci e scarica adrenalinica che la band riesce a trasmettere al pubblico sin dai primi duelli di riff fra André Olbrich e Marcus Siepen.  Il viaggio inizia con la leggendaria “Imaginations From the Other Side, inutile descrivere cosa si sia vissuto in quei minuti iniziali, non renderebbe l’idea. 

Si prosegue con il primo dei tre brani tratti dall’ultimo album, “Blood Of The Elves, e qualcuno inizia ad avere la sensazione che per Hansi non sarà facile arrivare a fine concerto; nonostante ciò i prossimi due episodi in scaletta sono di una portata devastante, e Hansi tira fuori una prestazione sontuosa su un brano monumentale come “Nightfall“.  E non finisce qui, perché la doppietta micidiale vede subito dopo uno dei miei brani preferiti ovvero, “The Script For My Requiem“, e anche qui la band non si risparmia, anzi sembra voler sparare tutte le frecce al suo arco con un avvio devastante.

Si prosegue con altri  quattro episodi  in cui il concerto sembra stabilizzarsi, nonostante la solita potenza delle varie “Violent Shadows”, “Deliver Us From Evil”eSkalds And Shadows“, brano tratto dal discusso “A Twist In The Myth”. In questa fase del concerto trova spazio anche la splendida “Time Stands Still (At the Iron Hill)”, ed è anche il momento in cui la voce di Hansi Kürsch inizia a dare qualche segnale di cedimento. Ovviamente il pubblico lo percepisce, e per tutta risposta canta ancora con più forza di quanto fatto sino a questo momento.

L’epica “The Bard’s Song – In the Forest arriva al momento giusto, Hansi lo sa, e tutti noi cantiamo con lui e per lui, credo sia stato il momento più emozionate di questa magica serata. Ma il meglio deve ancora arrivare, e lo fa col nome della leggendaria “Majesty, come per la opener, è impossibile descrivere a parole le sensazioni vissute all’interno dell’Alcatraz.

Prima dell’encore arriva il momento dell’ennesimo “pezzone”, “Traveler In Time”; ovviamente tutti conosciamo già la setlist e sappiamo cosa ci sarebbe aspettato da lì a poco I Bardi di Krefeld tornano sul palco dopo qualche minuto, con le note di “Sacred Worlds”, tratto dall’album del 2010 “At The Edge Of Time”, si tratta solo di un riscaldamento per il gran finale. Altro momento epico con la meravigliosa “Lord Of The Rings, una vera opera d’arte che rende omaggio in pochi minuti al monumentale libro di J. R. R. Tolkien. Le devastanti “Valhalla” e “Mirror Mirror chiudono il lungo viaggio di questa serata. 

Hansi subito dopo “Imaginations From the Other Side” aveva detto: “Ci siete mancati, sono 7 anni che non suoniamo a Milano, abbiamo grosse aspettative riguardo questa sera e sono sicuro che non ci deluderete”. Penso di poter dire che noi non abbiamo deluso le sue aspettative, ma soprattutto che loro hanno dato tutto ciò che avevano in corpo per regalarci un concerto indimenticabile.

Setlist:
Imaginations From the Other Side        

Blood of the Elves                                    

Nightfall                                                     

The Script for My Requiem

Violent Shadows

Skalds and Shadows                                 

Time Stands Still (At the Iron Hill)

Deliver Us From Evil

The Bard’s Song – In the Forest               

Majesty                                                       

Traveler in Time                                         

Encore:

Sacred Worlds                                            

Lord of the Rings

Valhalla                                                        

Mirror Mirror

Fabio De Carlo

view all posts

Nato qualche anno fa, in pieno autunno, si avvicina al Rock dall’infanzia, quando tra le mani e le orecchie le capitano Europe e Bon Jovi, ma è con gli Iron Maiden prima e Helloween poi, che arriva la svolta al Metal. 
La musica ha sempre messo le cose un po’ più in ordine, il mio sogno era stare sopra un palco, non ci sono mai salito, ma ho iniziato presto coi concerti, Monsters of Rock 88. 
La passione per la fotografia arriva più tardi, nei primi anni 2000. "...no more wasted years, no more wasted tears life’s too short to cry, long enough to try." [Kai Hansen - Helloween]

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi