Black Winter Fest XV: Live Report e Foto del Day 2 con Belphegor, Darkened Nocturn Slaughtercult e altri

Non può passare inosservato l’appuntamento annuale con il Black Winter Fest, giunto alla sua quindicesima edizione e confermato ancora una volta come un punto di riferimento imprescindibile per tutti gli appassionati che dedicano cuore e orecchie al metal estremo, in particolare al Black Metal. La seconda giornata del festival vedrà il ritorno dei Belphegor, già presenti nella lineup del 2021, che saranno affiancati da diverse band di stampo prevalentemente Black, ma anche Death. All’esterno del locale, segnato dagli eventi della serata precedente del festival, c’è già una notevole affluenza di persone in attesa, e molte altre sono in arrivo…

DEATHCRUSH

L’arduo compito di opener spetta ai Deathcrush, formazione sassarese in attività dal 2003. I quattro non si perdono in inutili scambi di parole con il pubblico e sfruttano tutta la mezz’ora a loro disposizione per darsi tono in questa serata che vedrà ben sette band esibirsi sul palco. La proposta si avvicina a quella degli austriaci Belphegor, un Blackened Death Metal ad alto impatto che personalmente mi fa seguire con molto piacere lo show. I cinque pezzi a òloro disposizione finiscono forse troppo in fretta, sinonimo che questo live è piaciuto parecchio.

MONASTERY

Si passa adesso agli ungheresi Monastery, un mix di Death old-school con qualche tendenza HC. I suoni pesanti e i riff martellanti attireranno gli occhi dei già tanti presenti al palco per una proposta piacevole ma che, almeno durante questo live, non mi ha incuriosito più di tanto. Detto questo, i nostri sembrano essere un po’ distanti dal pubblico e sul palco non vedo il movimento che mi sarei aspettato da chi, come loro, propone questo tipo di Death accompagnato da Breakdown (consiglio per i cultori di ascoltare “Pulled Into Snake”, che è stata eseguita anche live) tipici di un genere che poco ha a che fare con il tema di stasera, motivo per il quale ho trovato i Monastery un po’ fuori luogo per la serata. Cercherò comunque di approfondire la loro conoscenza.

IMAGO MORTIS

La seconda (e ultima) band italiana che si esibirà sul palco dello Slaughter Club sono gli Imago Mortis, band bergamasca con tanti anni di carriera alle spalle. La loro proposta sarà cruda, diretta e priomordiale. Pochi arzigogoli e tanta musica che è rimasta ferma volontariamente alle radici del Black Metal, cosa che può piacere o no, ma che viene abbellito dalle singole introduzioni dei brani, elemento che lascia capire quanto studio ci sia dietro ciò che viene scritto. Tre componenti sul palco che si lasciano andare a sfrenati headbanding, musica e una bella atmosfera, agli Imago Mortis non serve altro.

ATROCITY

La band tedesca sale sul palco con un’attitudine diversa da chi si è esibito finora e da chiunque salirà sul palco. Gli Atrocity faranno del loro concerto una dimostrazione di furia live stereoidata dal grande carisma dei componenti, che dall’inizio alla fine del concerto daranno pena agli occhi dei presenti, muovendosi da una parte all’altra del palco in continui cambi di posizione e headbanding. In tutta franchezza, la proposta non è il massimo dell’originalità, non ci sono brani particolari che mi abbiano colpito in particolar modo, però come già detto, la differenza e il punto cardine della band è la loro presenza scenica. I riff sono accattivanti e quando accompagnano il growl del cantante sono micidiali, inokltre i continui cambi di colore sul palco fanno sembrare ogni brano un nuovo capitolo, cosa che mi piace sempre notare nelle esibizioni live.

ARKONA

Il concerto della band russa Arkona ha avuto un inizio non ottimale, poiché per un breve momento la voce della cantante è rimasta assente dalle casse rivolte al pubblico. Fortunatamente, il problema si è risolto abbastanza rapidamente, consentendo di avviare il live. Avevo già visto un breve frammento di un loro concerto al Wacken nel 2018 e mi era piaciuto. Tuttavia, ora, osservando l’intero spettacolo, posso affermare con certezza che sarei sicuramente tornato indietro per godermi l’intero evento. La band ha iniziato con brani tratti dai loro ultimi lavori, che sono più legati a temi oscuri e orientati al black metal. Ciò che mi ha sorpreso di più è stata la potenza vocale della cantante, che con la sua presenza mistica ha dato spettacolo, muovendosi sul palco come una cantastorie spiritata e creando un’atmosfera davvero suggestiva. I colori del palco hanno aggiunto un tocco in più a uno spettacolo che ha catturato l’attenzione di uno Slaughter Club ormai gremito. L’apice del concerto è stato raggiunto alla fine, quando sono stati introdotti i brani più vecchi e folk, caratterizzati da melodie tipiche e danzerecce che hanno conferito allo spettacolo un sapore diverso. Mi ha sorpreso vedere come la serietà negli sguardi mantenuta sul palco fino a quel momento da parte di tutti i membri si sia trasformata in sorrisi e incitamenti verso il pubblico, come se sul palco ci fosse un’altra band. Gli applausi meritati hanno coronato un grande live che, per quanto mi riguarda, è stato il più bello della serata.

DARKENED NOCTURN SLAUGHTERCULT

Dopo una serata ricca di buona musica, ci avviciniamo alla conclusione, ma prima di poter assistere all’esibizione dei Belphegor sul palco, questo dovrà essere consacrato nel sangue dei DNS, che salgono sul palco sotto il comando della frontman Onielar, avvolta in un lungo vestito bianco e con una corona di spine adagiata sopra una parrucca che richiama le serpi di Medusa. Il contatto con il pubblico è praticamente assente, ma ciò che i membri della band Germano-Polacca mettono in scena è uno spettacolo ad alta intensità che riflette la musica proposta nei loro dischi, improntata a una matrice di malvagità degna del più oscuro abisso infernale: black metal tradizionale, occulto, a sfondo satanico e pieno di rabbia. Non possiamo chiedere di più. Il palco è spoglio e i riflettori si concentrano sui tre membri del gruppo, che presto bagnano i propri corpi con il sangue. Il live è un viaggio unidirezionale, un inno alla distruzione di massa, con la frontman che mantiene un eccellente timbro vocale per tutta la durata del set, in un’egregia performance vocale che mi ha onestamente sopraffatto. La scelta delle luci è azzeccatissima e, come per chi li ha preceduti, crea un’atmosfera che rende giustizia alla miscela di aggressività e cattiveria proposta. Onielar e la band non fanno altro che confermare le aspettative; la frontwoman ha da tempo conquistato un posto nella scena, ma ribadire la sua eccelsa bravura nel proprio ruolo non fa sicuramente male.

BELPHEGOR

Eccoci giunti all’ultima band, i Belphegor. Lo Slaughter Club è gremito di persone; è difficile respirare e l’effetto che si percepisce è quello di essere una sardina schiacciata tra gli altri. Ma il concerto che verrà pottrebbe allontanare o quantomeno mettere in secondo piano questa spiacevole sensazione, o almeno così si pensava… Si spengono le luci, e la band è pronta a salire sul palco, ma qualcosa va storto e quello che sembra essere un problema elettrico mette in pausa l’entrata della band. La musica di sottofondo si spegne e lo schermo illustrante dapprima il logo degli austriaci si spegne, lasciando parecchia gente attontita. Non è la prima volta che succede allo Slaughter Club, posso solo dire che la fortuna di questa serata è che (a differenza di altri come per esempio successe agli Hypocrisy) il concerto non si è fermato mentre la band stava suonando sul palco, ma prima che questa entrasse. I rumori di fondo da parte dei presenti che si lamentano non mancano e intanto i minuti passano, tra una congettura e l’altra. Ci vogliono circa 30 minuti prima che il concerto possa prendere il via. Helmut da grande professionista sale sul palco e non perde tempo ad alimentare il fuoco per ciò che è successo, cosi fa quello che gli riesce meglio, trasmettere il proprio verbo ai fan accorsi da tutt’Italia per vedere lui e la sua band. Purtroppo, come da comunicato, sul palco manca il bassista e collega di malefatte Serpenth, che per problemi personali salterà da qui a tempo indeterminato i live con la band. C’è però da dire che il suo sostituto riesce a coprire egregiamente il ruolo che il bassista storico ricopriva, dando spettacolo non solo mantenendo i propri ranghi al massimo delle capacità, ma anche dando un ottimo supporto vocale al frontman. Il palco è come sempre addobbato della qualsivoglia a tema satanico, due grandi croci robvesciate sui lato, ossa e così via. Se però per le due band precedenti le luci erano ottimali, quelle dei Belphegor erano spente e poco accattivanti, tant’è che qualcuno ha parlato di un taglio di luci ed effetti della band perchè superavano il limite dei kw del locale, ma personalmente non posso confermare o smentire. Semplicemente, mi aspettavo altre luci ed effetti sul palco di una band che live ha sempre dato il mssimo, infatti per quanto riguarda l’esecuzione dei brani e la performance singolare dei musicisti, posso solo alzare le mani.

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