Black Veil Brides: Live Report e foto della data di Lubiana (Slovenia)

In attesa di vederli in apertura degli Halestorm per l’unica data italiana a Milano il prossimo 28 novembre, non abbiamo resistito alla tentazione di assistere al concerto dei Black Veil Brides da headliner nella vicina ed accogliente Lubiana al Cvetličarna, rinomato locale, molto noto per portare innumerevoli band di prestigio nella capitale slovena.

Al nostro ingresso notiamo la presenza di un pubblico molto variegato; si passa da quello emo-goth composto soprattutto da giovani estimatori/estimatrici della band, accalcati sulle transenne e possessori di vip tickets, a un altro che comprende sia metallari più adulti che cultori del punk rock di ultima generazione. Non c’è assolutamente distinzione di generi e questo fa molto piacere.

MOTHICA

Il compito di aprire le danze spetta alla cantante americana Mothica, nome completo McKenzie Ellis, assieme alla sua band.  Per omaggiare gli headliner indossa una maglietta dei BVB associata a un look sbarazzino ed emo che ben si sposa con il capello bicolore ed il gonnellino di tartan. La scenografia molto essenziale è abbellita dal loro logo e da due grandi falene blu a lato palco a richiamare il monicker del gruppo. Infatti la frontwoman più volte durante il suo set fa riferimento alle falene, vuole conoscere la traduzione della parola in sloveno e racconta di come è nato il legame con questo piccolo insetto. All’età di tredici anni ha sofferto di depressione e ha passato moltissimo del suo tempo isolata in cameretta finchè è rimasta colpita da una di loro e dal suo continuo schiantarsi contro ad una lampada, mentre a quindici anni racconta che ha anche tentato il suicidio, ma ora è grata di non esserci riuscita perché può esibirsi per questo bellissimo pubblico.

Musicalmente parlando la band propone un alternative rock contaminato dal pop, dall’emo, con melodie vincenti costruite su ritmi martellanti e sintetizzatori vibranti. In scaletta trova spazio anche la cover di “Can You Feel My Heart” dei Bring Me The Horizon, riarrangiata di tutto punto per l’occasione, mentre “Buzzkill” è una canzone di protesta contro un predatore sessuale che all’età di tredici anni l’ha molestata e vuole sensibilizzare il pubblico su questo argomento. Lei è veramente un  fiume in piena con le parole, molto comunicativa sia sul palco che nella ricerca di un contatto con le prime file, infatti afferma che anche se la sua provenienza è americana, una cosa ci accomuna, quella di aver visto il film *Shrek”, e per questo  viene eseguita la cover di “All Star” degli Smash Mouth (inclusa nella colonna sonora del film). Viene proposta anche “Sirens”, suonata per la terza volta in assoluto, e si chiude lo show con “Sensitive”, dedicata alle ragazze del pubblico che come lei hanno un’apparenza forte, ma che all’interno sono molto sensibili. In attesa di rivederli anche a Milano i Mothica si sono rivelati una vera e propria bella scoperta.

BLACK VEIL BRIDES

L’attesa per gli headliner si fa davvero palpabile e quando calano le luci e il gruppo viene scortato dai camerini sul palco, un’enorme ovazione accoglie la formazione americana. Si parte con “Crimson Skies”, tratta dall’ultimo album in studio “The Phantom Tomorrow” del 2021 e possiamo affermare che la canzone dal vivo ha una carica pazzesca, così come la resa della band, davvero in palla e piena di grinta. L’attenzione principalmente è rivolta verso lo statuario Biersack che, nel corso degli anni, ha maturato molta esperienza sia dal punto di vista comunicativo che in quanto a presenza scenica, ma basta un qualsiasi piccolo gesto o un sorriso a far sciogliere gli animi delle donzelle abbarbicate sulla transenna. Si continua con un’altra doppietta vincente, “Rebel Love Song”, che ci riporta al 2011, e all’epica “Wake Up”, che fa cantare tutto il pubblico. Dal nuovo ep “The Mourning” viene proposta “Devil”, mentre durante l’esecuzione di “Nobody’s Heroes” l’inarrestabile batterista inizia a fare headbanging con la testa sulle pelli suscitando un’ovazione generale. Anche Andy vuole imparare qualche parola della lingua del posto e chiede al pubblico di urlarne una; inizialmente nel brusio generale non la sente e afferma che probabilmente gli è stato detto di stare zitto e dopo vari tentativi capisce la parola “Piva” (birra, nda).

Si ritorna nuovamente all’ultima produzione della band con la robusta e incisiva “Scarlet Cross” e alla bellissima  ”Torch”, dove si rallenta un po’ il ritmo, ma non in quanto a intensità. Un attimo di ilarità si ha quando un tipo in mezzo alla folla si fa notare facendo un gesto con le mani di aprire, al che Andy ripetutamente gli chiede cosa volesse aprire? Un mosh pit o  se stesse per partorire, ma invece sottolinea di fare attenzione e di non accalcarsi troppo sugli altri.  La scaletta è comunque ben bilanciata e si mettono in evidenza anche i brani più datati, ma amatissimi dal pubblico come “Perfect Weapon”, la ruffiana e granitica “The Legacy” e “Knives And Pens”, cantata all’unisono da tutti. La parte finale e i bis sono dedicati a due dei pezzi che live hanno una resa pazzesca come “Fallen Angels”, dove Andy gentilmente si presta a fare un autografo a un fan nel bel mezzo della canzone, e “In The End”, che chiude un concerto davvero emozionante e ad alto tasso adrenalinico. Con ancora l’energia a mille ci dirigiamo verso il parcheggio, esausti e contenti, ma sapendo che tra pochi giorni potremo rivivere le stesse bellissime sensazioni all’Alcatraz di Milano. Non mancate!

Setlist:

01. Crimson Skies

02. Rebel Love Song

03. Wake Up

04. Nobody’s Hero

05. Devil

06. Scarlet Cross

07. Torch

08. Perfect Weapon

09. The Legacy

10. Knives And Pens

11. Lost It All

12. Fallen Angels

13. In The End

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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