Metallus.it

Azaghal: Black Terror Metal – Intervista

Prima di tutto grazie per l’intervista! Gli Azaghal sono tornati e come sempre la loro musica è priva di compromessi, non è così?

“Certo, il nuovo album rappresenta al 100% quello che sono gli Azaghal. Black Terror Metal.”

Bisogna riconoscere però che “Teraphim” suona più melodico, teatrale e drammatico rispetto alle vostre release precedenti, siete d’accordo?

“Sul disco ci sono numerosi elementi, spesso differenti, questo perché abbiamo partecipato in tre alla stesura e alla composizione del materiale. E’ sempre interessante sperimentare nuove cose, ma quando vuoi spingerti lungo un sentiero differente, devi stare comunque attento a non rinnegare le tue radici.”

Qual è esattamente il significato del titolo “Teraphim”? A livello lirico l’album segue un concept?

” “Teraphim” significa “fuoco purificatore”. A differenza degli album precedenti, non c’è un solo concept e le canzoni non sono legate tra loro. Ciascuna di esse narra una storia differente. I testi sono in finlandese ma nel booklet è presente una traduzione, così ognuno può trarre le sue conclusioni sul loro significato, preferiamo che sia l’ascoltatore stesso a farsene un’idea. E’ sempre interessante ascoltare opinioni differenti sulle interpretazioni dei nostri testi.”

A livello musicale e lirico, quali band vedete come una fonte d’influenza? Chi merita il rispetto degli Azaghal nell’attuale panorama black metal? (E anche al di fuori di esso?)

“Ognuno di noi ha delle influenze differenti, per cui parlerò per quanto riguarda me stesso. Personalmente, la mia più grande fonte di ispirazione è la scena black metal scandinava dei primi anni’90, assolutamente. Per nominare qualcuno: Emperor, Marduk, Dissection, Ragnarok e Enslaved, ma non dobbiamo dimenticare i Thy Serpent e i Beherit, altre ottime band finlandesi. Negli ultimi tempi ascolto molto spesso (e mi piace vedere dal vivo) Behemoth, Gallhammer e Darkspace.”

La cover dell’album presenta un disegno misterioso e affascinante, cosa raffigura e chi è l’autore?

“Il disegnatore che ha creato la copertina dell’album si chiama Eelco Duppen. Ha lavorato anche insieme ai Wyrd e ai Graveland. Al giorno d’oggi, la maggior parte dei disegni utilizzati per le cover è ottenuta attraverso le tecnologie attuali come Photoshop ecc., lo stile di Eelco invece ha un feeling molto più old-school ed è per questo che lo preferiamo. La cover di “Teraphim” riflette alla perfezione il suo contenuto.”

Di recente avete preso parte alla compilation “Helvetin Musta Peto” con una canzone chiamata “Kavelevat Kuolleet”, cosa mi dite di questa esperienza?

“Ci è stato chiesto di partecipare alla compilation e abbiamo usato una traccia registrata in precedenza ma non pubblicata sugli album. Personalmente è stata la mia prima comparsa ufficiale in studio con gli Azaghal e ho trovato la cosa molto interessante. E’ stato comunque tutto molto rapido.”

Presto suonerete in Italia in occasione del “Black Winter Festival”, siete soddisfatti?

“Certo, saremo a Milano per la seconda edizione del “Black Winter Festival” e abbiamo una data a Sondrio il giorno prima.”

Sul fronte live quali novità ci sono?

“Faremo un mini tour insieme agli Ad Hominem alla fine di Novembre. Suoneremo in Francia e in Belgio, due date in tutto. Poi, come ti ho detto, ci saranno due date nel Nord Italia. Nient’altro di confermato al momento.”

Non ultimo, volete lasciare un saluto ai vostri fan italiani?

“Ci vediamo presto in tour! Non dimenticate mai le vostre radici!”

Exit mobile version