Black Temple – Recensione: It All Ends

Interessante debutto sulla lunga distanza per gli svedesi Black Temple, giovane band licenziata in Europa da Century Media (ad eccezione della Scandinavia) in accordo con Razzia Notes, etichetta di proprietà di Anders Fridén, voce degli In Flames. A quanto pare il power-trio di Helsingborg è entrato immediatamente nelle corde del buon Anders, che si è detto stupito di fronte a una simile proposta musicale.

E in effetti l’ensemble bazzica convinto i territori del rock alternativo con una certa personalità, dedicandosi a uno stile da essi definito “noise hard rock”. Più nello specifico i nostri propongono un hard’n’heavy moderno e piuttosto oscuro, dove abbondano le distorsioni di chitarra, una sezione ritmica rigorosa ma nel complesso varia e un cantato a gola rossa. Poche ma ben concepite le concessioni melodiche che si risolvono in momenti di maggiore respiro, senza ricorrere a tastiere o altri strumenti complementari.

Sound per molti aspetti tagliente, compatto ma pulito (in questo senso la produzione firmata da Magnus Lindberg dei Cult Of Luna è ottima) “It All Ends” esprime una visione negativa  del mondo attraverso soluzioni post-core permeate da una patina di nero, ma tutto sommato semplici da metabolizzare grazie a linee melodiche introspettive e senza troppe complessità nelle esecuzioni.

“Unlikely Event” mostra subito come il suono della chitarra di Witold, distorto e pungente, sia nevralgico all’economia del sound, insieme alla voce urlata ma interpretativa di Jonas e a una sezione ritmica (ancora Jonas al basso e Jesper alla batteria), che avanza metodica e rigorosa. Pochi preziosismi e tanto cuore, sono le credenziali su cui poggia “It All Ends”, un lavoro che trova i suoi highlight in episodi come “Difficult Journey”, che allenta un po’ la presa e apre uno scenario melodico piacevole, l’arcigna “Lowpoints” e ancora “Sleepy River”, congedo più riflessivo ma che non lesina l’attitudine graffiante a cui la band ci ha abituati durante l’ascolto.

Un’opera prima interessante, talvolta si registrano similitudini nella struttura delle canzoni, ma il loro “tiro” mantiene alta la tensione. Inoltre non mancano nè i margini di miglioramento nè la voglia di dedicarsi a una proposta che esula dagli schemi consueti.

Voto recensore
7
Etichetta: Century Media

Anno: 2015

Tracklist:

01. Unlikely Event
02. Acid Rain
03. Great Things
04. Difficult Journey
05. Oncoming Fire
06. Lowpoints
07. Sleep With The Stars
08. 100 Years
09. Sleepy River


Sito Web: http://www.blacktemple.se/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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