Black Country Communion + John Mayall: Live Report della data di Vigevano (PV)

Report fotografico: Anna Minguzzi

Il comun denominatore della serata è stato il blues. John Mayall, uno dei padri putativi del blues, leader dei Bluesbreakers (era il 1963!) e grande scopritore di talenti (Eric Clapton, Peter Green, Mick Taylor), ha incantato la platea del Castello di Vigevano, invero non pochi sono stati gli spettatori accorsi appositamente per lui, ed i Black Country Communion capitanati da Hughes e Bonamassa, due tipi che in fatto di blues, seppur rivestito spesso in chiave hard rock, se ne intendono parecchio.

Un plauso agli organizzatori per la scelta dell’accoppiata, per il coraggio mostrato (anche in altre occasioni) di saper scegliere artisti di qualità. A conti fatti Mayall è stato il vincitore morale della serata, ha raccolto applausi da un pubblico entusiasta, catturato dalla verve di questo vecchio pioniere del blues (anno di nascita 1933) e dal suo gruppo, con cui ha proposto un set fatto di blues moderno, con un chitarrista dotato di un certo riffing dal chiaro sapore irlandese (Gary Moore…rip) e da un bassista dal gusto funky che ha saputo incantare con dei passaggi e dei tecnicismi pregevolissimi. Al termine dello show Mayall è stato letteralmente sommerso dal calore del pubblico, che l’ha rincorso per una foto e l’autografo di rito: leggenda!

Cosa ci si aspettava dai Black Country Communion? Sinceramente anche dopo qualche giorno non sono riuscito a capirlo. La performance è stata ineccepibile, sul palco sono saliti quattro dei migliori professionisti del panorama rock mondiale, ineccepibili per quanto riguarda la qualità delle singole prestazioni, la tenuta del palco ed il charisma. Quindi cos’è mancato? Un pò di interazione con il pubblico, c’è stato un certo distacco, in poche parole è sembrato di assistere ad un concerto senza anima. I BBC suonanto un genere che gli americani definiscono classic rock, ricalcando le orme lasciate dai Free, Trapeze, Led Zeppelin e Deep Purple, con la discriminante che i BBC non hanno classici in repertorio.

I brani estratti dal nuovo “2” convincono poco, sono fin troppo lineari e di maniera per musicisti di tale livello, le cose migliori che si sono ascoltate sono le canzoni prese dal primo omonimo album, con una “Song Of Yesterday” veramente bella e cantata con trasporto da Bonamassa, oppure “Sista Jam” dal chiaro sapore funky soul in cui Hughes si è trovato completamente a suo agio nell’interpretazione. Il concerto è stato scorrevole e fin troppo lineare, i BBC hanno suonato un set di minor durata rispetto a Mayall (alla faccia dell’età!), terminando con la canzone che il pubblico auspicava di ascoltare, “Burn” dal repertorio del profondo porpora. Hughes nell’arco della serata ha provato a ripetere a più riprese “We are Black Country Communion”, eppure gli echi dei Purple e Zeppelin sono talmente rumorosi che guarda caso l’accoglienza migliore l’hanno ottenuta con “Burn“.

BCC set list:
01. Black Country
02. One Last Soul
03. Save Me
04. The Battle For Hadrians’ Wall
05. Song Of Yesterday
06. I Can See Your Spirit
07. Cold
08. Jam
09. The Outsider
10. Sista Jane

Encore
11. Man In The Middle
12. Burn

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Yeah88

    Pessima recensione nei confronti dei BCC…se non ti piacciono basta dirlo e nessuno si offende…però oggettivamente l’esibizione dei BCC (1 h e 35 circa) non è durata meno di Mayall (1h e 15 circa)…la scaletta di 14 pezzi è certo più corta rispetto a quella fatta nelle date “soliste” (ovvero quelle non facenti parte di festival come appunto Vigevano o la precedente data in Svizzera) …considera che c’era di mezzo il cambio e che tutto doveva finire alle 24 (perché la location non dimentichiamo che è in pieno centro) quindi è stata una esibizione tutta d’un fiato…distacco di cui parli io non l’ho proprio notato…ho visto solo un pubblico infuocato e 4 musicisti scatenati, sudati e sorridenti.

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  2. Yeah88

    dimenticavo: dalla scaletta mancano The Great Divide, Beggarman e The Ballad of John Henry…e non c’è stata alcuna jam al di fuori dei pezzi

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  3. Fabio Carron

    Non sono d’accordo con la recensione. A parte che le durate sono state più o meno simili, non ho cronometrato ma l’impressione è che i BCC abbiano fatto circa un’ora e mezza.

    In secondo luogo mi pare ovvio che i pezzi del primo album abbiano riscosso più successo, dato che sono più noti, visto che il secondo album è uscito a metà giugno e benché il primo disco sia decisamente migliore, mi pare che definirli “di maniera” sia un po’ esagerato.

    A me pare che il pubblico abbia apprezzato ed il fatto che abbiano fatto solo Burn e John Henry al di fuori dei loro pezzi è molto apprezzabile.

    Sinceramente è stata una grande serata di musica, dove due grandi gruppi hanno dato vita ad uno dei più bei concerti che ho mai visto.

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