Iron Mask – Recensione: Black As Death

Ci pensano gli Iron Mask a chiudere questo 2011 sotto il segno del power metal. La band del guitar hero Dushan Pertossi torna sul mercato con l’album numero quattro, a nemmeno due anni di distanza dal discreto “Shadow Of The Red Baron”. Il nuovo lavoro è in linea con la discografia della band svedese, che è sempre stata autrice di prodotti sufficienti, ma mai imperdibili per il pubblico fanatico di metal neoclassico di scuola Malmsteen.

“Black As Death” è composto da undici song ricche di passaggi sinfonici, nel senso più barocco e meno hollywoodiano del termine, con le chitarre di Petrossi a tracciare il cammino dei propri compagni di avventura. Tecnicamente siamo su livelli notevoli, non c’è che dire, ma in fatto di emozionalità e di trasporto, la musica degli Iron Mask lascia alquanto a desiderare. Tutta colpa dell’originalità, perché nell’ora di musica presente in “Black As Death” non c’è una nota che riesca a sorprenderci, nonostante il “tiro” della sezione ritmica e l’orecchiabilità delle melodie disegnate dal vocalist Roma Siadletski (già con i Magic Kingdom). La title track, posta da apripista, ne è l’emblema, con la sua doppia cassa speed ed i saliscendi di chitarra a fare da contraltare ad una melodia immediata, ma coinvolgente. Rispetto al proprio predecessore, inoltre, questo disco perde in epicità , prendendo le distanze dai cori battaglieri, ma prediligendo un approccio maggiormente gregoriano e polifonico nelle vocals di supporto. E’ evidente, leggendo i testi, la volontà di utilizzare le keys per arricchire l’atmosfera dei pezzi (più cupe ed orrorifiche in “Nosferatu”, addirittura etniche in “Gengis Khan”), ma si tratta di sfumature già sentite. E non mancano le scale tipiche del metal neoclassico, ascoltate almeno una volta in ogni album power metal uscito dal 1990 ad oggi.

“Black As Death” non regala momenti memorabili, ma possiamo scommettere che c’è ancora qualcuno che apprezzerà questo modo di concepire il genere, con le chitarre sempre protagoniste e gli immancabili duelli guitar – keys. Gli Iron Mask non hanno ormai alcuna possibilità di sfondare, questo è sicuro, ma la loro musica resta comunque una valida scelta per gli appassionati.

Voto recensore
6
Etichetta: Afm Records / Audioglobe

Anno: 2011

Tracklist:

1. From Light Into The Dark 01:41   (intro)

2. Black As Death 06:59

3. Broken Hero 03:18

4. Feel The Fire 04:34

5. Ghengis Khan 05:53

6. God Punishes, I Kill 07:40

7. Rebel Kid 05:02

8. Blizzard Of Doom 05:20

9. The Abscence 04:08

10. Magic Sky Requiem 05:40

11. Nosferatu 06:27

12. When All Braves Fall 05:41


Sito Web: www.iron-mask.com

alessandro.battini

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E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

3 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. A.C

    Scusa ma con che autorità scrivi certe cose?
    A parte gli errori ortografici che ci stanno quando si scrive con foga, come puoi affermare:
    “Gli Iron Mask non hanno ormai alcuna possibilità di sfondare”.
    Puoi dirlo perché gli conosci o hai un curriculum musicale come il loro?
    Forse tu ascolterai da più tempo di me la musica metal, io lo faccio solo dal 1982, a mio modesto parere è un buon album che ha tutto quello che serve per essere ascoltato e apprezzato.
    Certo come tutti, vanno ascoltati più volte prima di esprimere un parere, spero tu lo abbia fatto prima di scrivere una recensione.

    saluti

    Reply
    • Riccardo Manazza

      Errori ortografici??? Io non ne vedo onestamenente nella recensione in questione.
      Poi ce lo auguriamo tutti che gli Iron Mask diventino i nuovi Iron Maiden… soprattutto gli Iron Mask ;D

      Reply (in reply to A.C)
  2. Simone

    Bell’album mi piace molto
    Il cantante cmq è Mark Boals 🙂

    Reply

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