Seventh Key: Intervista a Billy Greer

In quella che è una sorta di rivincita dei gregari dell’hard rock melodico (Reb Beach e Bruce Turgon sono usciti con i loro nuovi progetti in questi stessi giorni), Billy Greer non può che essere uno degli esempi di maggior successo: il suo avanzamento sul palco verso un posto da frontman è avvenuto con poco clamore, e forse è stato meglio così, perchè a colpire è stata soprattutto la sua musica, o ancor di più la sua stupenda voce. I suoi Seventh Key hanno sfornato due album eccellenti, e Greer ha avuto l’ulteriore merito di far riuscire allo scoperto il grande talento chitarristico di Mike Slamer. Quest’ultimo aveva deciso di non suonare più dal vivo, e il ‘Live In Atlanta’ dei Seventh Key, fortunatamente, smentisce la categoricità di tale scelta. Spazio, però, alle parole del leader della band: tra Steve Walsh e Adrian Belew, Greer ha parecchie cose da raccontare.

Dopo una carriera lunga e di successo con i Kansas hai avuto la possibilità di diventare il cantante di una band: com’è successo?

"I Seventh Key erano un progetto di studio che ho registrato con il mio vecchio amico Mike Slamer. Era un veicolo per mettere in mostra il mio talento sia come cantante che come bassista e compositore. Mi ero occupato delle backing vocals con Streets e Kansas. Cantare dietro la voce di Steve non è affatto una cosa di cui ci si deve vergognare: è tuttora uno dei miei cantanti rock preferiti. Questo era un modo per uscire dalla sua ombra e dimostrare quello che potevo fare."

Pensi che avreste fatto un album dal vivo anche se Mike Slamer non vi avesse partecipato?

"Non penso che l’avrei fatto senza che Mike fosse sul palco con me. Anche se questo è partito come mio progetto solista, non lo considero più tale. Mike è una parte importante dei Seventh Key, anche se farlo uscire dallo studio e farlo tornare sul palco non è stato affatto facile. La sua zona di movimento era lo studio e ho dovuto fare un notevole sforzo di convincimento per farlo acconsentire al concerto in DVD. Avendo suonato con Mike negli Streets, anch’io non vedevo l’ora di rivederlo all’opera sul palco."

Nicole Slamer ha diretto i vostri video e ha curato la regia delle riprese per questo album dal vivo. Cosa ha portato alla vostra musica?

"Nicole, come suo padre, è una specie di perfezionista. La sua visione di come doveva essere il DVD e l’energia e l’abilità nel coordinare gli operatori e lavorare con le luci sono state straordinarie. Lo sforzo che ha messo nel prodotto finale…beh, tutto ciò che posso dire è che sono molto orgoglioso e gliene sarò per sempre grato!"

Fra le bonus track in studio, ‘Remember You Well’ ricorda molto i Kansas. E non è un caso, visto che è scritta da Kerry Livgren. Quando l’ha scritta?

"Sono andato da Kerry quando stavo registrando il primo CD. La casa discografica voleva 12 pezzi e io e Mike ne avevamo registrati soltanto 12. Ho chiesto a Kerry se aveva qualcosa che potevo usare per il mio CD. Mi dato la canzone, ho ri-registrato le parti vocali ed è diventata la bonus track dell’edizione americana di ‘The Raging Fire’."

Come sono i rapporti fra Kerry e i Kansas al momento?

"I rapporti sono buoni: abbiamo suonato a Kansas City la settimana scorsa e Kerry è salito sul palco per suonare un paio di canzoni con noi. Mi diverto un sacco quando viene a suonare."

Dopo due album in studio e un live, consideri i Seventh Key un progetto stabile? Quando l’hai messo in piedi pensavi che sarebbe durato o lo prendevi semplicemente come un side project?

"Come ti dicevo, è cominciato come un progetto da studio. Non avevo idea di come sarebbe stato accolto. Dati i responsi che ho avuto, lascio tutte le parte aperte. Ora che ho finalmente convinto Mike a salire di nuovo sul palco, è pronto a partire!"

Cosa pensi dei progetti paralleli degli altri membri dei Kansas?

"Penso che Steve sia un cantante, compositore e musicista fantastico. Sono molto contento che abbia una valvola di sfogo per il materiale che scrive e registra."

E degli Steelhouse Lane?

"Mike ha prodotto due CD straordinari con gli Steelhouse Lane. Penso che con quei due cd abbia stabilito una pietra di paragone con cui tutti quelli che scrivono e registrano rock melodico devono confrontarsi."

Non sappiamo molto dei tuoi interessi extra-musicali: quali sono? Puoi dirci come si svolge una tua giornata-tipo quando non sei in tour o in sala i registrazione?

"Di solito mi alzo verso le 9. Ci metto un po’ di tempo per svegliarmi e prendere un po’ di caffeina sotto forma di una diet pepsi fredda. Poi vado a farmi un giro in bicicletta: quando sono a casa faccio circa 20 chilometri al giorno. Dopo la mia pedalata e il pranzo, rispondo alle e-mail e lavoro un po’ in studio su qualche pezzo o idea che mi girano per la testa. Mi piace pescare e ci vado ogni volta che posso."

Andando indietro nel tuo passato, puoi dirci qualcosa della tua esperienza con Adrian Belew, soprattutto di extra-musicale? Lo senti ancora?

"I miei ricordi riguardano la metà degli anni ’70. Marty Conn, che ha scritto ‘Cold Hearted Woman’, conosceva Adrian da quando abitava a Cincinnati, in Ohio. Il gruppo di Adrian, che aveva sede a Cincinnati, si era sciolto, e lui era venuto in Tennessee. Abbiamo messo su una band, provato, Adrian ha scritto un pezzo, lui e il nostro tastierista Jim Shields sono stati inseguiti da un toro, abbiamo fatto un concerto a Kingsport, nel Tennessee, e poi Adrian se n’è tornato in Ohio e da quella volta non gli ho più parlato."

Cosa mi puoi dire dei prossimi progetti con Seventh Key e Kansas?

"Ho cominciato a lavorare sul nuovo CD dei Seventh Key. Mike al momento sta mixando il suo nuovo CD. A qualche punto dei prossimi mesi cominceremo a registrare i nuovi pezzi per il nuovo CD. Allo stato attuale, i Kansas non hanno progetti di fare un nuovo CD. Mi piacerebbe ringraziare tutta la gente che mi ha seguito nel corso degli anni in tutti i miei sforzi e spero che, anche con il loro aiuto, sarò in giro ancora per un po’ di anni. Grazie a tutti!"

giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi