Powerwolf – Recensione: Bible Of The Beast

“Bible Of The Beast” è l’album della svolta in casa Powerwolf. La band teutonica aveva proposto nei due dischi precedenti un heavy metal classico, debitore di Iron Maiden e primi Rage, mentre con la nuova release si spinge verso territori finora solo toccati marginalmente. L’opener “Rise Your Fist, Evangelist” è la summa dell’album, incentrato su un power epico, tra Manowar e Rhapsody, per l’uso smodato degli organi e dei cori maestosi, piazzati un po’ ovunque. Le song, pur tutte molto simili tra loro, godono di una comunicatività e di un coinvolgimento portati all’ennesima potenza, che potranno essere ulteriormente apprezzate in sede live. Scontati, ignoranti, genuini, eppure così divertenti e trascinanti in ogni passaggio strumentale, in ogni ritornello, probabilmente anche per merito del concept che si dipana nel corso delle undici canzoni (il titolo del platter è tutto un programma). Non mancano i riferimenti ai Maiden, come nella cavalcata “Panic In The Pentagram”, che si rifà non poco alla mitica “Fear Of The Dark, ma l’approccio è senza alcun dubbio ben più power oriented. La voce di Attila Dorn tuona roboante in “St. Satan’s Day”, mentre sono da far invidia ai Manowar i cori da stadio di “We Take The Church By Storm”. Le tastiere di Falk Maria Schlegel suonano la carica, senza tentare di avventurarsi in arrangiamenti troppo sinfonici e stucchevoli, perché per questi tedesconi/rumeni conta principalmente l’impatto. “Bible Of The Beast” non sarà un disco epocale, ma i defenders incalliti non resteranno indifferenti alla dirompente epicità dei Powerwolf. L’headbanging è assicurato.

Voto recensore
7
Etichetta: Metal Blade / Audioglobe

Anno: 2009

Tracklist: 01. Prelude To The Purgatory
02. Rise Your Fist, Evangelist
03. Moscow After Dark
04. Panic In The Pentagram
05. Catholic In The Morning... Satanist At Night
06. Seven Deadly Saints
07. Werewolves Of Armenia
08. We Take The Church By Storm
09. Resurrection By Erection
10. Midnight Messiah
11. St. Satan’s Day
12. Wolves Against The World

alessandro.battini

view all posts

E’ il sinfonico della compagnia. Dai Savatage ai Dimmu Borgir, passando per i Rhapsody, predilige tutto ciò che è arricchito da arrangiamenti sontuosi ed orchestrazioni boombastiche. Nato e cresciuto a pane e power degli anni ’90, si divide tra cronache calcistiche, come inviato del Corriere Dello Sport, qualità in azienda e la passione per la musica. Collezionista incallito di cd, dvd, fumetti, stivali, magliette dei concerti, exogini e cianfrusaglie di ogni tipo, trova anche il tempo per suonare in due band.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi