Love And Death – Recensione: Between Here & Lost

Quando si ha a che fare con un debut album spesso la critica è quasi ripetitiva e fioccano frasi del tipo “la band merita ma è ancora acerba”, “gli spunti sono buoni ma necessitato di maggior sviluppo”, “se nel prossimo album migliorano certi aspetti allora sicuramente sfonderanno” ecc.. Ecco quando inserite “Between Here & Lost” resettate la mente, cancellate i pregiudizi e lasciatevi coinvolgere.

Nati dalla mente di Brian Welch, chitarrista e membro fondatore dei Korn, i Love And Death sono lo sviluppo e il proseguimento del suo progetto solista che con “Between Here & Lost” sembra finalmente prendere vita e proseguire la storia iniziata nel 2009 con l’ep “Chemicals”

Anticipato da ben quattro singoli pubblicati fra il 2011 e il 2013, “Between Here & Lost” è destinato a lasciare il segno e a far parlare di sé. “The Abandoning” introduce l’album e, in barba a tutti quelli che sottovalutano le Christian band, è indubbiamente un brano che colpisce e che, eccezion fatta per il ritornello, risulta essere potente e a cavallo tra nu metal e un rock soft. Gli elementi per sfondare e coinvolgere ci sono tutti, a partire dalla voce di Brian “Head” Welch la cui timbrica varia e si incanala perfettamente nei cambi di genere e di stile all’interno del brano. Stessa cosa vale per la chitarra di JR Bareis, elemento portante di tutto il pezzo, che dà quel tocco duro alla melodia. Malgrado l’originale dei Devo sia insuperabile e insostituibile, la cover di “Whip It” risulta così riuscita da non far rimpiangere l’originale. “Paralyzed”, già inserito nel precedente EP, è il singolo che ha anticipato l’album: con una sonorità molto Korn, “Paralyzed” è uno dei migliori pezzi dell’album grazie al su ritmo da head banging, effetti ben dosati, suoni cupi e potenti e una voce molto emotiva nell’interpretazione. Sulla scia prosegue “Chemicals”, già titletrack dell’EP, che non tradisce le origini di Welch che dimostra di subire ancora le influenze della sua band “madre” e, forse, di sentirne la nostalgia. Anche qui suona tutto alla perfezione ed è la carica interpretativa di Welch a garantire la riuscita del pezzo. In questo brano “Head” dà il meglio di sé passando da un cantato melodico, ad un growl molto metal per arrivare ad un parlato che fornisce la giuste dose dark al brano. “I W8 4 U”, che per l’occasione ospita la voce di Mattie Montgomery dei For Today, è l’ultimo estratto di questo fortunato album. La contrapposizione fra le voci di Welch e Montgomery è accattivante e complementare, la fusione fra metalcore e alternative metal funziona senza intoppi, così come gli effetti che rendono l’atmosfera del pezzo quasi surreale.

Di “Between Here & Lost” andrebbe fatto un track by track, dal momento che nel bene e nel male ogni brano è diverso dall’altro e funziona pur avendo una ricetta differente. Il background di Welch è perfettamente riconoscibile nella struttura dei brani, nella melodia e soprattutto nel cantato, ma ciò che colpisce è che, malgrado la sua storia emerga, non siamo di fronte ad una copia dei Korn, ma ad una loro sfumatura molto interessante e svecchiata dai loro soliti canoni.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Tooth & Nail

Anno: 2013

Tracklist:

01. The Abandoning

02. Whip It

03. Watching The Bottom Fall

04. By The Way...

05. Meltdown

06. My Disaster

07. I W8 4 U

08. Fading Away

09. Paralyzed

10. Chemicals

11. Bruises


Sito Web: www.loveanddeathmusic.com/

francesca.carbone

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Scribacchina dal 2008 e da sempre schietta opinionista del mondo musicale. Dagli Iron Maiden ad Immanuel Casto il passo è breve, almeno per me.

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