Anthrax: Intervista a Joey Belladonna

Joey Belladonna potrebbe essere indicato come l’esempio vivente a testimonianza del fatto che la musica vissuta fuori dal palco può essere più dannosa di quella passata on stage. Un signore di mezza età con un improbabile acconciatura anni ’80 si aggira, quasi spaesato, per il backstage del Gods, in camicia e pantaloni neri lasciando il forte dubbio di qualche intervento correttivo in silicone…

Poco prima di salire sul palco per un’esibizione contrastante (ottima quella della band, assolutamente inadeguata la sua), il “vecchio” singer degli Anthrax si mostra molto disponibile a parlare dei motivi per cui è di nuovo su un palco con i compagni di un tempo.

“Per me non è cambiato niente, sono sempre quello di una volta. E anche il pubblico non è molto cambiato, ci sono quelli più vecchi che mi portano le loro foto ai nostri concerti di un tempo ma vedo anche molti ragazzi là fuori ogni sera ad assistere ai nostri concerti” in cui suonano esclusivamente canzoni del primo periodo della band.

Ma ti piacerebbe cantare qualche canzone del repertorio più recente degli Anthrax?

“Io non sono molto ‘dentro’ a quelle cose, quindi non saprei dire. Al momento, questo è certo, nessuno me l’ha ancora chiesto anche perché abbiamo dovuto lavorare sodo per preparare le canzoni per lo show e sarebbe stato un extra-lavoro veramente eccessivo”

In passato avete provato a fare un tour a due voci, con John Bush, ma non ha funzionato…

“Penso perché in quell’occasione abbiamo fatto tutto troppo in fretta, senza prepararci adeguatamente. Questa volta, invece, ci siamo presi il tempo necessario, ne abbiamo parlato a lungo per vedere se funzionava. Questa volta ha molto più senso. Sarebbe bello riprovarci con due voci, magari un’altra volta potrebbe riuscire meglio”.

Ma come ti senti adesso, completamente a tuo agio?

“Io sono ancora un metallaro su tutta la linea e l’ho dimostrato con i miei progetti solisti. Anche tornare con gli Anthrax è una cosa positiva per me, mi diverto più adesso che in passato; in fondo non ho mai chiesto di andare via, mi è stato detto che volevano fare qualcosa di nuovo, anche a livello vocale, e che serviva qualcun altro. Pensavo che quello che stavamo facendo andasse bene, è arrivato tutto all’improvviso. Non sapevo veramente cosa dire…

Fino alla fatidica telefonata…

“E’ stato Charlie a chiamarmi al telefono per chiedermi se mi andava di riunirmi alla vecchia band per provare a suonare le nostre canzoni”..

State già pensando ad un nuovo disco nella formazione nuova?

“Un nuovo disco? Al momento stiamo preparando un dvd live, con un sacco di filmati dal backstage e molto materiale rimixato e rimasterizzato. Adesso pensiamo a questo poi vediamo cosa succede. È facile scrivere una canzone, il difficile è far funzionare le cose. Al momento è ancora troppo presto per sapere cosa può succedere in futuro.”.

Ma gli Anthrax sono ancora in contatto con John Bush o hanno già deciso chi canterà sul prossimo disco?

“Non ho nessuna idea di come sarà il prossimo disco, molto probabilmente staranno ancora parlando con lui ma per me non c’è alcun problema in merito. Non posso rispondere alla domanda perché non è una mia decisione. Se loro lo vorranno bene, altrimenti bene lo stesso, io sono felice di essere qui e questo è quello che posso dire al momento” .

In passato avete contribuito a cambiare l’immaginario del metal, in precedenza legato a immagini forti e spesso sataniche, portandolo verso qualcosa di meno standardizzato ma più ironico…

“Non penso che sia stato un processo voluto. Ad esempio suonavamo con i pantaloncini corti perché quel giorno li stavamo indossando, la sera potevamo tranquillamente salire sul palco in jeans. Semplicemente facevamo quello che ci andava e ci divertiva, cosa che accade ancora” .

Affermazione difficile da smentire, resta da vedere se il pubblico si diverte di più ora o nella precedente versione dell’Antrace meno dannoso del mondo…

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