Crematory – Recensione: Believe

Purtroppo le note a margine di un certo modo di intendere il metal corrono parallele. Da una parte il power melodico è diventato la parodia di se stesso, tanto da essere ormai confinato a pochissime proposte interessanti, dall’altra il dark gotico, quello degli ultimi Sentenced tanto per intenderci, fa proseliti privi di originalità. Questo nuovo album dei Crematory appartiene a questa serie di dischi. Tutto sommato inutili. Troppo spesso, durante l’ascolto dell’ora scarsa messaci a disposizione del disco, veniamo colti da deja vu, da echi di altre canzoni nemmeno troppo lontane nel tempo, da atmosfere plastificate e patinate che non lasciano assolutamente il segno, correndo via nei labirinti di un anonimato a dir poco imbarazzante. Addirittura canzoni come ‘Take’ e ‘Act Seven’ sfigurano all’intenro di tanta mediocrità nel loro essere tutto sommato decorose. Chissà come se la ridono in Inghilterra i Depeche Mode! Non ci sono le impennate, in compenso troviamo una discreta quantità di manierismo scintillante da tentativo di classifica sporcato da chitarroni e suoni decadenti, ma francamente tutto questo non è sufficiente per spenderci dei soldi, a meno che ‘Crimson’ non sia il disco della vita per qualcuno di voi. Anche sulla distanza, di nuovo i Dark Tranquillity sono i trionfatori.

Voto recensore
4
Etichetta: Nuclear Blast / Audioglobe

Anno: 2000

Tracklist:

Tracklist: Redemption Of Faith / Endless / The Fallen / Take / Act Seven / Time For Tears / Eternal / Unspoken / Caroline / The Curse / Why / Perils Of The Wind


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