Beauvoir/Free – Recensione: American Trash

I Crown Of Thorns hanno firmato, negli anni ’90, un paio di grandi album di melodic rock, nel posto sbagliato e al momento sbagliato. La band, capitanata da Jean Beauvoir – un pedigree di tutto rispetto fatto di collaborazioni con nomi del calibro di Ramones, KISS, The Pretenders, John Waite  – ha dovuto arrendersi allo strapotere di altri generi musicali, ma ora il suo spirito rivive in questo nuovo progetto Beauvoir/Free, costituito dalla rinnovata collaborazione tra lo stesso Beauvoir e il chitarrista dei COT Micki Free.

Superato lo shock per la copertina – tanto, troppo tamarra – ci si avventura in meandri dove la classe dei due è capace di dar vita ad un lotto di brani che ci riportano indietro fino alla magia del debutto. Free alla chitarra, Beauvoir canta e suona tutti gli strumenti, il risultato è davvero notevole, un colpo di reni che arriva piacevole quanto inatteso. Le dolci melodie di “Morning After” e la diretta e scanzonata title track sono due facce della stessa medaglia fatta di talento compositivo, carisma, capacità di emozionare. Tutte doti intatte, ma dove i due piazzano il colpo da maestro è con le ballad, che fanno ancora una volta venire la pelle d’oca: impossibile non innamorarsi all’istante di “Just Breathe“, con il suo impareggiabile chorus, o della malinconia elettroacustica di “Never Give Up“. Bene anche la leggera e fluida “It’s Never Too Late” e la magnetica “There’s No Starting over“, che chiude efficacemente l’album.

In definitiva “American Trash” è un lavoro di grande qualità, con pochi momenti ordinari ed alcuni episodi di pura magia ed emozione. Non è cosa da poco.

Voto recensore
8
Etichetta: Frontiers

Anno: 2015

Tracklist:

01. Angels Cry
02. Morning After
03. American Trash
04. Whiplash
05. Just Breathe
06. Shotgun To The Heart
07. Never Give Up
08. Cold Dark December
09. It's Never Too Late
10. She's A K.O.
11. There's No Starting Over


Sito Web: http://beauvoirfree.com/

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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  1. Giulio B

    X una volta condivido con Giovanni Barbo: la copertina è tamarra a mille! Devo dire che peggio era difficile da fare.
    Per il resto, lo ascolterò appena potrò!

    Reply

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