Gurd – Recensione: Bang!

Se siete di quelli che stanno ancora aspettando che i Machine Head pubblichino un degno successore per quella bomba che fu ‘Burn My Eyes’, allora lasciate perdere Flynn e soci e correte a procurarvi questo piccolo capolavoro di puro, sano e ignorante thrash metal. Niente di nuovo, ma quando ci si trova di fronte a dischi di questa caratura l’originalità può anche andare a farsi benedire per lasciare spazio alla personalità, e i Gurd ne hanno da vendere. Il quartetto svizzero confeziona un disco che, a parte il titolo, è praticamente perfetto sotto ogni aspetto, complice sicuramente l’esperienza maturata dalla band nell’arco di dodici anni e ben otto dischi, ma c’è sicuramente qualcosa di più. Il disco spacca, si parte in quarta con la velocità di ‘The Grand Deception’ e da qui in poi il viaggio è tutto in discesa, attraversando tutte le sfumature del thrash che conosciamo in un perfetto equilibrio di monoliticità americana e aggressività europea. Citare dei nomi è cosa che facciamo soltanto perché è lecito rendere l’idea, ma immaginate un po’ i Forbidden di ‘Distorsion’ che suonano con il veleno dei Kreator di ‘Coma Of Souls’: non vi viene l’acquolina solo all’idea che esista qualcuno capace di tanta grazia? Certo, forse siamo un po’ in ritardo con i tempi, perché per carità, questo è un album fortemente anacronistico, ma sa anche essere ruvidamente modernista, con la sua produzione pulita, con il basso cavernoso e distorto e con quella ‘Children Of The Grave’ dei Black Sabbath che suona quasi mansoniana nelle mani di questa band. Certo, i Gurd non saranno mai la new-sensation venuta da chissà dove per salvare il buon nome dell’heavy metal, ma cosa c’è che non va, nessuno ha più voglia di rovinarsi la cervicale a forza di headbanging?

Voto recensore
8
Etichetta: Dockyard 1/Edel

Anno: 2006

Tracklist: 01.The Grand Deception
02.Bang!
03.Spirit Of Rock
04.Black Money
05.Break The Ban
06.Like A Man
07.Wish
08.Seducer
09.Wise Up
10.Children Of The Grave
11.Prelude
12.The Storm

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