Bad Powers – Recensione: Bad Powers

I Bad Powers sono una band americana, di Brooklyn. Ascoltare il loro album è come aprirsi a nuovi orizzonti, è come catapultarsi in nuovi mondi senza trovarne un senso o per forza una ragione. Il motivo è semplice: è impossibile etichettarli. Questa è stata la prima impressione che ho avuto ascoltando il loro omonimo debut album. I Bad Powers ci mettono tutto, davvero tutto in questo loro lavoro. Potrei partire dalla voce forte, potente, sicura, capace di tutto di Megan Tweed, che riconosceresti in mezzo a mille perché originale e diversa dalle solite. “Bad Powers” è un lancio nel buio che dura dieci tracce, senza ripensamenti o fermate. La formula vincente di questo album è un intruglio alternative-post-metal-grunge che sicuramente attira. Ascoltarlo non sarà di certo tempo sprecato, vi lascerà la sensazione di aver scoperto qualcosa di nuovo in cui vi vorrete rituffare altre volte. È sorprendente trovarci anche qualche spunto progressive, sperimentale, a volte qualche tinta post-rock, e altre qualche chitarra acustica e violini a rendere qualche attimo cupo e malinconico. Si sente la decisione e l’esperienza strumentale della band. “Bad Powers” si muove sul serio come un’ondata potente e inarrestabile ma con una logica che lo rende un buon album che meriterebbe di sicuro un’attenzione elevata. Direi che sia anche giusto concludere quest’anno dando spazio a qualcosa di nuovo, che merita una doverosa e piacevole attenzione.

Voto recensore
7
Etichetta: The End Records

Anno: 2012

Tracklist:

01. New Bruises

02. Hit Sniffing Dog

03. Eves and Eyes

04. Black Alf

05. Millenium

06. Blueberry

07. Chineseish

08. Electricity Should Be Free

09. Bigger Than We Are

10. Bread and Butter


Sito Web: http://www.badpowers.com/bad_powers/home.html

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