Glyder – Recensione: Backroads to Byzantium

Dopo il fortunato “Yesterday, Today and Tomorrow”, a poco più di un anno di distanza,  fanno nuovamente capolino gli irlandesi Glyder, ormai consolidatisi in casa SPV/Steamhammer. La band non è riuscita a fare il cosiddetto “botto”, ma disco dopo disco si migliora diventando una sicurezza nell’attuale panorama dell’hard rock. “Backroads to Byzantium” non smentisce quanto fatto finora dalla band, con dieci brani all’insegna della semplicità e (a volte) della nostalgia ma soprattutto all’insegna del rock a 360°.

Infatti in questo nuovo album, i Glyder varcano spesso i limiti dell’hard rock, a partire dalla bluesy opener “Chronicled Deceit”, cadenzata ma suadente, continuando attraverso la frizzante “Long Gone”, a metà strada tra i Mr. Big più spensierati e i Thin Lizzy, da sempre punto di riferimento della band. Bellissima la successiva “Fade to Dust”, primo episodio più marcatamente hard rock, dal chorus trascinante e roboante, quasi in stile arena rock. “Down and Out” va addirittura a scomodare i The Police nel suo incedere reggae, seguita dalla stupenda “Something She Knows”, perfetto crocevia tra i Triumph ed il Frank Marino più easy listening: rock semplice e leggero ma maledettamente efficace. Da citare la conclusiva “Motions of Time”, ballad malinconica e delicata dominata dalle chitarre acustiche di Kinane e Fisher.

“Backroads to Byzantium” è un album che, senza la pretesa di proporre qualcosa di originale, diverte dall’inizio alla fine, facendo tornare l’hard rock a quella semplicità che negli anni è andata sempre più perduta, a partire dalla produzione, scarna, forse troppo, ma trasparente. Leggero, solare, immediato ma anche efficace ed avvincente: con questo sound i Glyder si riconfermano un punto di riferimento per tutti i reduci di Triumph, Thin Lizzy, Blue Oyster Cult, Y&T e Frank Marino.

Voto recensore
7,5
Etichetta: SPV / Steamhammer

Anno: 2011

Tracklist:

01. Chronicled Deceit
02. Long Gone
03. Fade To Dust
04. Even If I Don't Know Where I'm Gonna Go
05. Don't Make Their Mistakes
06. Down And Out
07. Something She Knows
08. Two Wrongs
09. End Of The Line
10. Motions Of Time


Sito Web: http://www.glydermusic.com/

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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