Babymetal – Recensione: Metal Resistance

Qualunque sia l’opinione che ognuno ha sul progetto Babymetal, non c’è alcun dubbio che ben poche band sono riuscite, di recente, ad avere un impatto superiore sulla scena metal di queste tre ragazzine giapponesi (e ovviamente dei loro produttori). Non ci sono altrettanto dubbi infatti che il tutto sia abilmente costruito a tavolino, ma non stiamo certo parlando di una formazione di scarsa qualità che base il suo successo unicamente sulla curiosità che possono ispirare le tre giovani idol.

I musicisti alternatisi nella Kami band, il gruppo che supporta le tre in studio e dal vivo, sono artisti di provata professionalità e le canzoni vengono confezionate con furbizia e accuratezza estrema negli arrangiamenti; quanto basta per far risaltare al meglio l’ibrido stravagante che sta dietro all’intera baracca, ovvero mettere insieme la teatralità e lo stile visuale del j-pop adolescenziale e i format metal dei nostri giorni, passando, nel caso di “Metal Resistance”, con disinvoltura dal power metal veloce ed epico della title track, al nu-metal di “KARATE”, al pop-power metal di “Amore”.

Dal vivo lo spettacolo è assicurato, anche perché in tutta la commedia che sta dietro ai personaggi c’è una bella dose di ironia che pesca dai tanti cliché del genere per farli diventare un vero cartone animato… come il metal da salvare, da non si sa bene cosa poi, e il Dio Volpe (che sa tanto di equivalente del managment) che decide tutto dall’alto e a cui le nostre amiche sono totalmente devote.

In questo senso la difficoltà maggiore che troviamo nel recensire un disco della band sta nel fatto che, scorporato dal lato visuale e recitato, l’insieme manca di quella forma innovativa che ne è la forza. Si finisce per ascoltare delle canzoni heavy metal, a tratti anche parecchio pesanti e suonate benissimo, ma contaminate da improbabili infiltrazioni pop, nonché cantate da voci adolescenziali che spesso fanno scappare una risata consolatoria, ma non molto di più.

Appare quasi ovvio che a considerare le nostre Babymetal con gli stessi canoni con cui si giudicherebbe un album di una band tradizionale si finirebbe per non trovare il bandolo della matassa, ma la realtà è che qui si sta parlando di tutt’altra cosa e “Metal Resistance” è solo uno dei tasselli su cui si basa il senso del progetto. Non sarà certo un album favoloso, ma raccoglie alcune canzoni che diventeranno godibilissime da vedere rappresentate in sede live o nei videoclip che usciranno di supporto, e che proprio per questo sono state pensate.

Stia tranquillo chi le odia, le Babymetal non dureranno per sempre, e non faranno la storia della musica, ma nel frattempo i loro inni al Dio Volpe faranno ballare e divertire migliaia di fan che hanno imparato a prendere per il verso giusto una band che si fa amare proprio per la sua identità professionale e curata, ma volta esclusivamente all’intrattenimento. Di formazioni serie e in grado di portare avanti con efficacia il verbo del metal ce ne sono comunque altrove, peccato però che non se le fili nessuno. E non di certo per colpa delle Babymetal.

Babymetal - Metal Resistance

Voto recensore
S.V.
Etichetta: Earmusic

Anno: 2016

Tracklist: 01. Road of Resistance 02. KARATE 03. Awadama Fever 04. YAVA! 05. Amore 06. Meta Taro 07. From Dusk Till Dawn 08. GJ! 09. Sis. Anger 10. No Rain, No Rainbow 11. Tales of The Destinies 12. THE ONE -English Ver.-
Sito Web: http://www.babymetal.com/home/

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

7 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. Bruno

    Ho dei problemi a capire quale sia per te la definizione del “verbo” del metal… quindi anche gli Iron Maiden con book of souls sono furbi ?
    parlare di “furbizia” e “semplice intrattenimento” a mio parere indica un preconcetto e uno scarso approfondimento, come anche confondere l’ironia con l’omaggio ad altri gruppi metal; io poi non giudicherei la musica dall’eta’;
    avrebbe piu’ senso dire semplicemente che non ti piace, e non mi e’ chiaro poi quale sarebbe il tuo concetto di musica innovativa,

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  2. BABYMETAL Italia

    ci sono band che fanno metal per la gloria? per salvare il mondo? non lo fanno tutti per portare avanti una loro passione e tirarci su di che campare (poi chi campa meglio e chi peggio è n’altro discorso), sta storia del TRUE METAL non ha fondamenta, ognuno c’ha il suo

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  3. Katako

    Beh, è ovvio che parliamo sempre e comunque di idol e quindi sono convinto che la band non durerà per sempre. Non faranno neanche la storia ma col loro primo album nella storia ci sono finite alla grande. Certo, è una band piena di haters ma del resto, ne ha sempre meno dei metallica che invece la storia l’hanno fatta negli anni 80. Ma gli haters generalmente servono anche a dimostrare quanto alta possa essere la qualità di un progetto. Non ho ovviamente ascoltato il nuovo album ma, con tutto il rispetto, questa non è una recensione. Non è che voglia 8 pagine, leggere su schermo è faticoso. Però mi aspetto qualcosina di più sinceramente…E la storia delle risatine è al limite del denigratorio. A me scappa da ridere (o da piangere) quando “canta” Dave Mustaine, ma in una recensione, per quanto è giusto che ci sia il fattore soggettivo, non è che possa dirlo così facilmente…Tra l’altro le voci adolescenziali e pre-adolescenziali sono fondamentali, altrimenti parleremmo di una band metal che fa, magari anche benissimo, ciò che fanno centinaia di altre band metal…

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  4. Alessio

    Scusate ma per quanto simpatiche e accattivanti trovo offensivo accostare la parola metal a questa trovata commerciale. Che poi la loro musica sia ben suonata e piacevole non lo metto in dubbio ma se stiamo andando in questa direzione il dio metallo ce ne scampi, sarebbe la fine di tutti i principi che ci hanno appassionato a questo genere musicale. Sembrano un fumetto giapponese con chitarre elettriche in mano, le winx del metal, vanno bene per le bambine di 6 anni . Mi rifiuto di recensirle sul mio blog (metalblood.org)

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    • Tommaso Dainese

      Ciao Alessio, ognuno è libero di trattare gli argomenti che preferisce sul proprio portale.
      Un solo commento… dio, principi… di fanatismi inutili ce ne sono già tanti nel mondo. Meglio lasciare da parte certe cose e prendere la musica per quello che è, un divertimento 🙂 Se il target è le bambine di 6 anni, non possiamo che esserne felici, sperando che crescano come delle metalhead! 😉

      Reply (in reply to Alessio)
  5. Davide Gorla

    Solo le Babymetal hanno senso di esistere nel panorama hard rock mondiale.Tutto il resto è trito e ritrito

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