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Ayreon – Recensione: The Source

 

Sono passati ormai ventidue anni dall’uscita del primo album targato Ayreon: sembra ieri che Arjen Lucassen diede vita al suo personalissimo progetto post Vengeance. Con la moltitudine di ospiti e di generi musicali, il monicker Ayreon è divenuto nel corso degli anni un punto di riferimento per tante collaborazioni, differenziandosi però in maniera sostanziale dai prodotti “a tavolino” grazie alla guida ed al percorso assolutamente personali del suo creatore e leader, che ne ha determinato in prima persona virtù e difetti.

Il doppio “The Source” è come sempre un concept e segna la prima uscita a nome Ayreon con la Mascot Records: è forse questo il motivo per cui assistiamo a quella che pare una vera e propria reunion di cantanti che hanno già prestato la propria voce al progetto, da James LaBrie (Dream Theater) a Simone Simons (Epica), da Floor Jansen (Nightwish) ad Hansi Kürsch (Blind Guardian), da Tobias Sammet (Edguy, Avantasia) a Tommy Karevik (Kamelot, Seventh Wonder) e Russell Allen (Symphony X). Accanto a loro anche alcune novità, per un totale di dodici voci ad animare un lavoro che sembra voler rappresentare una sintesi (quasi un ossimoro vista la durata complessiva!) della proposta musicale che ha caratterizzato la discografia a nome Ayreon e che finisce per essere monumentale, ambizioso ed impegnativo nelle sue diciassette tracce, e quasi inevitabilmente discontinuo.

Fondendo principalmente elementi musical di stampo rock ad effetto e intricate partiture progressive, l’album ritorna a scenari fantascientifici e narra le origini di Forever, razza aliena centrale nella saga narrata in buona parte dei lavori targati Ayreon, in ciò rappresentando una sorta di prequel a “01011001”. Musicalmente, i punti di forza vanno dall’articolata “The Day That The World Breaks Down” – che nei suoi dodici minuti e mezzo regala una quantità notevole di spunti passando da un riffing di chitarra abrasivo ad un placido tappeto di pianoforte e mette in campo una batteria di cantanti – al chorus diretto e pompato di “Journey To Forever”, dalla delicata e ipnotica “Sea Of Machines” e dal sinuoso incedere di “Star Of Sirrah” all’epica “Planet Y Is Alive” interpretata con la consueta carica da Hansi Kürsch, dalla melodrammatica “Aquatic Race” alla liquida “The Dream Dissolves” passando per i richiami d’Oriente e per gli accenni di lirica in “DeathCry Of A Race”. Ad unire gli episodi che compongono “The Source” è quell’impatto quasi cinematografico che è sempre stato uno dei trademark degli album di Lucassen nella sua avventura chiamata Ayreon. Un’avventura che si arricchisce di un ulteriore tassello e che continua ad essere fonte di interesse e curiosità.

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