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Awaiting Downfall – Recensione: Distant Call

Nati nel 2009 i tedeschi Awaiting Downfall pubblicano il loro debut album intitolato “Distant Call” per la Massacre Records. Dopo diversi cambi di line-up, i nostri pubblicano un EP, “Now One Will Be Spared“, che permette loro di farsi notare dagli addetti ai lavori oltre che suonare dal vivo. La proposta musicale degli Awaiting Downfall è fortemente legata al Thrash Metal ma riletto in chiave moderna. Sebbene il gruppo provenga dalla Germania si distacca dalla tradizione Thrash locale (Sodom, Kreator) preferendo rivolgere lo sguardo oltreoceano, a quel sound che agli inizi del terzo millennio trova in band con Trivium o Shadows Fall gli antesignani di una corrente che sta vivendo una leggera ma sensibile rinascita.

Distant Call” si presenta come un album eterogeneo in cui l’attento lavoro svolto in fase di composizione ha prodotto ben 12 tracce per oltre settanta minuti di musica che condensano al proprio interno tutti gli stilemi del Metalcore a stelle e strisce: l’alternanza tra voci puliti e scream, breakdown e repentini cambi di atmosfera, una struttura dei brani articolata e mai banale, una sezione ritmica in grado di seguire le trasformazioni delle singole canzoni con attenzione e maestria. La miscela è d’impatto anche grazie alle capacità di esecuzione dei componenti degli Awaiting Downfall. Si passa, dunque, all’ascolto di canzoni veloci e dirette come “Smell Of Deceit“, “Defective God” o “The Only Way To Overcome” ad altre che, oltre ad avere un minutaggio decisamente elevato, hanno un costruzione che gioca molto sull’impatto emotivo grazie alla prova dietro al microfono di Maximilian Gockel e dello stesso Gockel e Martin Lohmann. Citiamo, allora, l’opener “The Forest’s Eyes“, “From Martyr To Murderer” o “To Disinfect The World’s Wounds“, tutti oltre i sei minuti di durata.

E sulla lunga distanza questa si rivela essere la grande pecca del disco, l’estrema durata che per questo genere rappresenta sicuramente qualcosa di inedito. Sembra quasi che gli Awaiting Downfall vogliano a tutti i costi stupirci con la loro bravura e la loro padronanza tecnica che li spinge a lanciarsi in brani che perdono mordente e sovente sfociano nel noioso. Decisamente più ispirati risultano brani come l’acustica “Feel What I Feel” o l’oscura “Greet The Vultures“, brani dal grande appeal. Iì

In conclusione questo “Distant Call” rappresente un buon disco di Modern Thrash Metal, in cui il raffinato gusto per la melodia e la bravura dei singoli conferisce una dimensione di primo piano. Adesso spetta a loro riuscire a eliminare molte superfetazioni e qualche riempitivo che fanno abbassare di molto la qualità della proposta. Attendiamo fiduciosi il prossimo album degli Awaiting Downfall.

     

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