Blindead – Recensione: Autoscopia: Murder In Phazes

Tornano sul mercato discografico i polacchi Blindead, un ensemble votato alle trame più oscure e decadenti della musica contemporanea. Definiti come ennesima new-sensation “post-metal” dalle note biografiche, gli esteuropei propongono un melange che chiama in causa la disperata decadenza degli Shining e la psichedelia, le distorsioni portate al parossismo dello sludge a stelle e strisce e persino ricami elettronici d’atmosfera.

“Autoscopia: Murder In Phazes” è senza dubbio un buon lavoro, nulla in grado di portare una ventata di novità, ma appetibile per chi segue il genere in forza di una professionalità inappuntabile. Le ritmiche poggiano su di un incedere pachidermico e perennemente dilatato, con brani che esplodono in riff granitici e growling vocals disperate dove i filtri vocali fanno il loro dovere più che bene; mossa artificiale forse, ma comunque indispensabile compagna delle atmosfere plumbee dell’album. Questa volta la band comprende in formazione anche un addetto all’elettronica: si tratta di Bartosz Hervy, manovratore dei samples, delle parentesi disturbanti e malate contro le quali i brani si infrangono sul finale e che talvolta portano a braccetto in questo faticoso viaggio attraverso la paranoia. Brani lunghi come “Phenomena” e la conclusiva suite senza titolo, lasciano inoltre affiorare ghiri-gori psichedelici amari e disturbanti, ma, i maestri Shining insegnano, nel labirinto dell’umanità decaduta non c’è spazio per la luce.

“Autoscopia” è un boccone amaro e difficile da inghiottire, eppure, assaporandolo pazientemente, noterete come i Blindead abbiano fatta propria nel migliore dei modi la lezione impartiti dai maestri del genere. Il prossimo passo, si spera, sarà una maggiore personalità.

Voto recensore
6
Etichetta: Deadline / Foreshadow

Anno: 2008

Tracklist:

01.Phaze I: Enlightenment
02.Phaze I: Abyss
03.Phaze II: Symmetry
04.Phaze II: Phenomena
05.Phaze III: Blood Bond
06.Phaze III: A Nice Night For A Walk
07.Phaze IV


andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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