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Autograph – Recensione: Get Off Your Ass!

Gli statunitensi Autograph sono sempre stati un gruppo della cosiddetta “seconda fascia”, a livello di importanza, nel vasto panorama delle band hair metal che hanno affollato il meercato dagli anni ’80 in poi. In pratica, hanno azzeccato un singolo, cioè “Turn Up The Radio” (che non a caso è presente anche su “Get Off Your Ass!” in versione live), per poi staticizzarsi su una produzione dignitosa ma minore. Ad anni di distanza dai primi successi, la band è tornata in azione parzialmente rinnovata, con gli storici chitarrista e bassista, Steve Lynch e Randy Rand, sostenuti da Marc Wieland alla batteria e dal cantante e chitarrista ritmico Simon Daniels. A differenza di altre band provenienti dallo stesso periodo (chi ha detto Steelheart?), i rinnovati Autograph hanno mantenuto una forma abbastanza simile a quella dei primi lavori e hanno prodotto un album che non grida al miracolo ma che si ascolta volentieri.
Get Off Your Ass!” è il classico album da ascoltare la mattina per darsi la carica prima di una giornata pesante. Composto quasi esclusivamente da brani veloci e dalle ritmiche sostenute, che mettono bene in luce il buon lavoro svolto dalle due chitarre, il lavoro scorre sereno senza particolari intoppi e risulta credibile in generale, forse con un piccolo tentennamento solo sulla ballad in parte acustic “All I Own“, debole all’inizio, in miglioramento nella seconda parte. La caratteristica principale sono i pezzi di breve durata, sostenuti da assoli di chitarra sostanziosi, da una produzione equilibrata e da un uso altrettanto equilibrato di cori e seconde voci, altro tratto abbastanza caratteristico del sound degli Autograph del primo periodo. Ci si ritroverà, non c’è scampo, affascinati dalle divertenti “I Lost My Mind In America” e da “Watch It Now“, dalla solida “All Emotions” e da “Meet Me Half Way“, leggermente più complessa rispetto alle altre tracce. I nuovi innesti rendono questa versione 2.0 della band credibile e divertente; le tematiche dei brani, invece, parlano poco d’amore e più di cose come l’importanza di non perdere un attimo della propria vita e di divertirsi quando c’è la possibilità. Niente di nuovo, quindi, ma una serie di piacevoli varizioni sul tema. Bentornati.

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