Author: Marco Soprani

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

Jesse Damon – Recensione: Damon’s Rage

Già cantante con i Silent Rage (che, messi sotto contratto da Gene Simmons dei Kiss ottennero una buona esposizione su MTV alla fine degli anni ottanta) e successivamente protagonista di una carriera solista che lo ha visto pubblicare fino ad oggi cinque album, il cantante e chitarrista californiano...

Shakra – Recensione: Mad World

“Io parlo della locura, Renè, la locura. La pazzia, che cazzo Renè!” (Boris, 2011) Con l’uscita di Mad World gli Shakra festeggiano i venticinque anni di carriera, un traguardo lusinghiero che dice molto della fibra con la quale la band ha affrontato le insidie che inevitabilmente attendono gli...

Hardline – Recensioni: Life Live

Leggendo le vicende artistiche dei fratelli Johnny e Joey Gioeli (nati rispettivamente Giovanni Giuseppe Baptista e Giuseppe Giovanni Antonio Gioeli) ci si imbatte in Poison, Van Halen, Slaughter, Bad English… quasi a testimoniare la capacità di entrambi, una volta lasciata la Pennsylvania per cercare fortuna ad Hollywood, di...

Serious Black – Recensioni: Suite 226

Suite 226 è il quarto album in studio dei Serious Black, band tedesco/americana alla cui formazione nel 2014 contribuì Roland Grapow (Helloween, Masterplan) e fronteggiata da Urban Breed, talentuoso cantante svedese che personalmente ho apprezzato sia a fianco dei suoi connazionali Bloodbound che con i bulgari Project Arcadia...

Dirty Shirley – Recensioni: Dirty Shirley

Con i Dirty Shirley è scoccata la scintilla fin dal momento in cui ho visto la copertina del loro album di debutto, una rielaborazione in chiave metallara di quel dipinto “American Gothic” (Grant Wood, 1930) che, celebrazione della rurale austerità e della incorruttibile rettitudine dei padri fondatori, alberga...

Acacia – Recensione: Resurrection

Formati all’inizio degli anni novanta e subito notati dalla piemontese Underground Symphony (che nel 1996 avrebbe pubblicato il debutto “Deeper Secrets”), il progetto Acacia conobbe una battuta d’arresto solo pochi anni più tardi, ponendo la band in una sorta di letargo artistico il cui risveglio coincide con la...