Autore: Marco Soprani

Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

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Folgorato in tenera età dalle note ruvide di Rock'n'Roll dei Motorhead (1987), Marco ama fare & imparare: batterista/compositore di incompresa grandezza ed efficace comunicatore, ha venduto case, lavorato in un sindacato, scritto dialoghi per una skill di cucina e preso una laurea. Sfuggente ed allo stesso tempo bisognoso di attenzioni come certi gatti, è un romagnolo-aspirante-scandinavo appassionato di storytelling, efficienza ed interfacce, assai determinato a non decidere mai - nemmeno se privato delle sue collezioni di videogiochi e cuffie HiFi - cosa farà da grande.

Dirty Shirley – Recensioni: Dirty Shirley

Con i Dirty Shirley è scoccata la scintilla fin dal momento in cui ho visto la copertina del loro album di debutto, una rielaborazione in chiave metallara di quel dipinto “American Gothic” (Grant Wood, 1930) che, celebrazione della rurale austerità e della incorruttibile rettitudine dei padri fondatori, alberga...

Acacia – Recensione: Resurrection

Formati all’inizio degli anni novanta e subito notati dalla piemontese Underground Symphony (che nel 1996 avrebbe pubblicato il debutto “Deeper Secrets”), il progetto Acacia conobbe una battuta d’arresto solo pochi anni più tardi, ponendo la band in una sorta di letargo artistico il cui risveglio coincide con la...

Edge Of Forever – Recensione: Native Soul

Una line-up rinnovata che è anche una sorta di dream team dell’hard rock italiano (attingendo da Secret Sphere, Labyrinth ed i naturalizzati Hardline), collaborazioni eccellenti lungo una storia ormai ventennale ed il “pedigree lungo un kilometro” (Il Grande Lebowski, 1998) di Alessandro Del Vecchio sono, in un momento...

A New Tomorrow – Recensione: Universe

Nonostante l’abusatissima combinazione cromatica blu/arancione della copertina non sia esattamente una dichiarazione di originalità (si potrebbe organizzare una mostra su come questa dicotomia è stata interpretata da grafici più o meno ispirati negli ultimi anni, fatemi sapere nei commenti), essa suggerisce un’idea di bilanciamento che, ascolto dopo ascolto,...