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Dark Funeral – Recensione: Attera Totus Sanctus

I Dark Funeral sono tornati e il loro nuovo studio album, ‘Attera Totus Sanctus’ non farà prigionieri. Il quid sonoro della band svedese non cambia di una virgola, ma dobbiamo constatare come i nostri siano uno di quei rari acts che pur restando orgogliosamente legati al proprio background, riescono nell’impresa di creare grandi pezzi senza mai risultare privi di sostanza.

E ‘Attera Totus Sanctus’ è esattamente ciò che è lecito aspettarsi dai Dark Funeral: un black metal veloce e marziale, a tratti epico, arricchito da una produzione ottima (l’album è stato mixato ai Dug Out Studios di Uppsala da Daniel Bergstrand – In Flames, Meshuggah, Strapping Young Lad), in grado di rendere percepibile ogni minima sfumatura del sound.

La line-up, guidata come sempre dal chitarrista Lord Ahriman e dal vocalist Emperor Magus Caligula, è arricchita dal bassista-session di lusso Gustaf Hielm (già con i Pain Of Salvation e i Meshuggah), capace di dare un tocco di “progressivo” alla sezione ritmica, un elemento che si rivelerà fondamentale a garantire una certa “dinamicità” a dei brani comunque tellurici e privi di troppi compromessi con la melodia.

Un black metal intenso e dal sound sempre “pieno”, ottenuto grazie anche agli ottimi fraseggi tra le due chitarre, che si sublima in brani quali ‘King Antichrist’, una scheggia velocissima ma molto tecnica, pregiata dall’impressionante drumming di Matte Modin, e ancora la titletrack, un pezzo destabilizzante che inizia con dei passaggi molto swedish-death per poi sfociare in un black metal old-school crudo e senza fronzoli.

Proseguendo nell’ascolto citiamo le ottime ‘Atrum Regina’, un episodio cadenzato e con alcune aperture melodiche dal forte flavour epico, probabilmente uno dei brani più “ragionati” mai composti dai Dark Funeral, ove lo stesso Caligula si trova a cantare in modo molto più espressivo rispetto ai suoi standard. La conclusiva ‘Final Ritual’ è un altro esempio di come il black metal possa a tutti gli effetti essere un genere vario e d’impatto, tra accelerazioni giustapposte a dei momenti carichi di pathos.

Un disco che conferma ulteriormente i Dark Funeral tra le realtà più rappresentative del genere, consigliato caldamente a tutti i fruitori del black metal e del sound svedese.

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