Atomic Rooster + Black Banjo: Live Report e foto della data di Lugagnano (VR)

BLACK BANJO

In apertura della serata si sono esibiti i Black Banjo, trio marchigiano all’insegna di un rock blues a tinte southern. Hanno dimostrato di avere un’ottima padronanza del genere, col linguaggio giusto per interpretarlo. Belle parti soliste da parte del chitarrista e cantante Alessandro Alessandrini, con ampio uso di chitarra slide, e momenti jammati all’unisono di scuola Gov’t Mule. Una valida apertura che ha dato buona prova di sé.

ATOMIC ROOSTER

Un nome leggendario è da qualche anno riemerso dalle nebbie del passato. Parliamo nientemeno che degli Atomic Rooster, la creatura del defunto tastierista Vincent Crane, che per iniziativa degli ex membri Peter French (voce) e Steve Bolton (chitarra), già con loro nei Seventies, sono rinati nel 2016, col consenso della vedova di Crane. I due hanno raccolto attorno a loro il bassista Anthony Millidge, il batterista Paul Everett e soprattutto il formidabile tastierista Adrian Gautrey, per continuare a portare in giro la musica di quella storica formazione. L’occasione di poterli vedere dal vivo nel loro recentissimo tour italiano era quindi imperdibile; noi eravamo presenti alla data del 25 novembre presso il Giardino 2.0 Music Club, il bellissimo e storico club a Lugagnano di Sona (Vr). Due sono le note da fare: in una recente data a Bratislava gli è stata rubata tutta la strumentazione (anche se pare che la polizia slovacca l’abbia recuperata), per cui non suonavano con i propri strumenti, e che, in queste date italiane, Peter French non ha potuto essere presente, a causa di un’influenza. A sostituirlo alla voce quindi ci ha pensato Adrian Gautrey, accollandosi il doppio ruolo di cantante e tastierista. E c’è da dire che fin dall’iniziale “ Sleeping For The Years” la band ha fatto entrare il numeroso pubblico presente in un mood totalmente fedele alla storia della band. Il repertorio è passato per vari classici tratti da un po’ tutta la discografia degli anni ‘70, brani quali “Save Me”, “Black Snake”, “Decision/Indecision”, le strumentali “VUG” e “Spoonful Of Bromide Helps The Pulse Rate Go Down” sono state interpretate in modo eccelso dall’attuale formazione, tanto da far sembrare di essere in qualche sperduto club inglese nel 1972. Nessuna concessione a sonorità attualizzate, solo quel grandissimo hard/prog/dark, del quale gli Atomic Rooster sono stati assoluti maestri e ispiratori per tutte le band a venire che hanno affrontato quella materia sonora (qualcuno ha detto Big Elf?). Con cavalcate strumentali, improvvisazioni dentro i brani e scambi di assoli fra chitarra e tastiere, magnificamente coadiuvate da eccellenti basso e batteria, si è arrivati ad alcuni fra i momenti topici del concerto, ovvero l’esecuzione di “Death Walks Behind You”, tratta dall’album omonimo, probabilmente il più importante che hanno fatto (e in generale uno di quelli veramente significativi degli anni ‘70), e poi “Devils Answer”, “ Head In The Sky”, e la celebre “Tomorrow Night” che ha chiuso il concerto prima dell’ acclamatissimo bis con “Breakthrough”.

Gautrey è stato l’autentico mattatore della serata, eccelso sia alla voce che alle tastiere, un ragazzo cresciuto con la musica dei Rooster, della quale è qualcosa in più che un semplice interprete. Il fatto curioso di essere nato il 14 febbraio del 1989, lo stesso giorno in cui Vincent Crane lasciava questo mondo, oltre ad essere una singolare coincidenza, dà una continuità anche simbolica al senso stesso di questa reunion. È vero, non è certo la formazione originale (peraltro cambiata in ogni disco pubblicato…), il leader e mastermind è morto 34 anni fa, la discussione (in cui non vogliamo addentrarci) se questi sono una sorta di tributo di lusso o la vera band a tutti gli effetti, può avere diverse risposte, tutte legittime. Però davanti ad una esibizione del genere, dicevamo, non solamente divinamente suonata, ma anche così totalmente e sinceramente calata in quello che la band rappresentava nei suoi anni d’oro, molti dubbi passano e la sensazione è quella di aver effettivamente assistito a un grande, intenso, vario e fantasioso concerto di quella meraviglia chiamata Atomic Rooster.

Setlist:

01. Sleeping For The Years

02. Save Me

03. Cant Take No More

04. Black Snake

05. VUG

06. Pepole You Can’t Trust

07. Break The Ice

08. Space Cowboy

09. Decision/Indecision

10. Death Walks Behind You

11. Spoonful Of Bromide Helps The Pulse Rate Go Down

12. Devils Answer

13. Head In The Sky

14. Tomorrow Night

Encore:

15. Breakthrough

anna.minguzzi

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E' mancina e proviene da una famiglia a maggioranza di mancini. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi mai smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va al cinema, canta, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Adora i Dream Theater, anche se a volte ne parla male.

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