Bad Habit – Recensione: Atmosphere

Come il vino, anche i Bad Habit invecchiando diventano più buoni. Non che siano mai stati “cattivi”, ma il tasso di melodia e di romanticismo che ammanta i pezzi di “Atmosphere” è ai massimi livelli, e la qualità della proposta musicale – combinata all’appassionata interpretazione di Bax Fehling e alla vena compositiva del leader chitarrista/tastierista Hal Marabel, ne fanno un piccolo gioiellino da non perdere per chi ama sonorità AOR con delicate venature di pop crepuscolare.
Attiva dal 1987, in questo nuovo lavoro la band svedese sforna tredici pezzi che non brilleranno per originalità, ma hanno l’impagabile pregio di andare dritti al cuore, e rimanerci. Rispetto al precedente “Above And Beyond”, i Bad Habit spazzano via tentazioni ingombranti e imboccano la via maestra del rock melodico. Si parte con la potenza di “In The Heat Of The Night” e pure nelle successive “Words Are Not Enough” ed “Every Time You Cry” il ritmo rimane sostenuto, così come alto è il livello d’adrenalina. L’atmosfera si dilata nelle ballad “I Wanna Be The One” e “Angel Of Mine”, costruite su tappeti di tastiere, tanto scontate e zuccherose quanto efficaci – come spesso accade in questi territori. Il magnetismo di “I’ll Die For You” e di “Catch Me When I Fall” è naturale eco di una scelta musicale che non ha paura di mettere il naso in territori pop, tuttavia in “Atmosphere” i Bad Habit mettono in campo la personalità che era venuta in qualche misura a mancare nel precedente appuntamento discografico.
Il rischio di ripetitività è tenuto a bada con composizioni secche e senza fronzoli, e pur senza far gridare al miracolo e senza pretendere di cambiare il mondo i nostri firmano un album davvero piacevole, pieno di gusto e melodia.

Voto recensore
7
Etichetta: AOR Heaven / Frontiers

Anno: 2011

Tracklist:

01. In The Heat Of The Night
02. Words Are Not Enough
03. Every Time You Cry
04. I Wanna Be The One
05. I’ll Die For You
06. Angel Of Mine
07. Fantasy
08. We Are One
09. Only Time Will Tell
10. Break The Silence
11. Save Me
12. Catch Me When I Fall
13. Without You


Sito Web: http://www.myspace.com/badhabitvip

giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

1 Comment Unisciti alla conversazione →


  1. Roberto

    Arrangiamento ottimo e suono ben prodotto. Ma non basta per costruire un album vero. Siamo di fronte alla banalità più consueta. Accordi sentiti e risentiti, molto semplici e scontati; e su di essi linee vocali senza alcuna originalità, leggerissime che sembrano partorite da stupide boy bands (vedi “I wanna be the one” e “We are one”) quando non cadono persino nella musica leggera più becera e blanda (“Angel of mine”). Qualche scintilla solistica di chitarra c’è, ma si riduce ad una scossetta poco impegnativa. “Break the silence” cerca di copiare il Pop metal di Bon Jovi, ma non ci riesce come si deve, apparendo come il peggio di Bon.

    “IN THE HEAT OF THE NIGHT” parte con un riff aggressivo, ma già con la parte vocale si cade leggermente, dando una sensazione di stantio. In realtà il brano non è malaccio, frizzante e sostenuto, con un ritornello orecchiabile e non proprio piatto (il timbro della voce è tagliente al punto giusto). E’ comunque una modesta prova tecnica non estremamente artistica.
    “WORDS ARE NOT ENOUGH” è accattivante soprattutto per la ritmica, ma qui, ancora di più, la linea vocale finisce per far sorridere tale è la sua pochezza. Il brano nel complesso non annoia e viene voglia di cantarlo, lasciando una presente, seppur lieve carica positiva.
    “ONLY TIME WILL TELL” è forse l’unico vero brano decente. Potrebbe star bene in dischi di maggior caratura, rimanendo sempre nello stesso genere musicale. Il coro del ritornello, molto piacevole ed azzeccato, segue ad un cantato meno anonimo, ed è contornato da una buona costruzione ritmica, e un pianoforte delicato.

    Non capisco come si possano sfornare lavori così inutili; il mercato è tanto prolifico, che si fa presto a trovare di meglio, senza neanche cambiare il genere. A volte si finisce nel puro pop (tra le quali “Save me”), che neanche vale la pena di chiamare pop. Non ho mai ascoltato altri album di questi poco ispirati Bad Habit, ma neanche me ne viene la voglia. L’anno scorso avevo dato 4 al disco dei Giant (“promised Land”), anch’essi un gruppo Aor, ma almeno tre canzoni avevano l’anima rock e schitarravano meglio. Voto di “Atmosphere”: 3,5….o 3 ?

    Roberto

    Reply

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Accedi