Blind Guardian – Recensione: At The Edge Of Time

Il conto alla rovescia è terminato. Il nuovo disco dei Blind Guardian è finalmente nei negozi e rischia davvero di fare il botto. Dopo il controverso ed incompiuto “A Twist In The Myth“, i bardi di Krefeld tornano a quattro anni di distanza con “At The Edge Of Time“, un album che riuscirà sicuramente ad accontentare i fans di ieri e di oggi. Coloro che erano rimasti ancorati ai Blind Guardian di “Nightfall..” e non avevano completamente digerito il nuovo corso intrapreso con “A Night At The Opera” (a parere di chi scrive un capolavoro assoluto), troveranno in questa nuova fatica pane per i loro denti. Si perché Hansi Kursch e soci vanno a recuperare le cavalcate power di “Imaginations..”, senza rinunciare però a quella complessità negli arrangiamenti che ha marchiato a fuoco le ultime fatiche. L’inizio dell’album è fragoroso con “Sacred Worlds”, introdotta dalla magniloquenza dell’orchestra che ci conduce per mano in un mondo che ormai ci è familiare, tra cori epici, riff granitici ed intermezzi sinfonici. Si prosegue spediti con “Tanelorn”, un brano che riprende gli stilemi vicini allo speed che avevano fatto le fortune dei nostri negli anni ’90 e che diventerà ben presto una hit dal vivo, tant’è contagiosa nell’incedere. “Road Of No Release” ci concede un momento di tregua, compassata nelle ritmiche, ma ben più complessa nella struttura compositiva, mentre con “Curse My Name” i Blind Guardian si travestono ancora una volta da menestrelli, in una song che trasuda atmosfere bucoliche e medievaleggianti, tra passaggi acustici e melodie incantate. Con “Valkyries” si torna a pestare duro e André Olbrich mette tutti in riga con architetture chitarristiche pregevoli. Non sappiamo se la sterzata verso sonorità smaccatamente power e meno cervellotiche sia l’accoglimento delle richieste dei fans dopo i recenti mugugni, ma se il risultato è questo non possiamo che ascoltare e godere di cotanto splendore. Anche perché il Guardiano Cieco non abbandona la propria voglia di stupire, come nell’epico lentone “War OF Thrones”, già presente nell’EP apripista e qui presentato in un’inedita versione per piano. Se il singolo “A Voice In The Dark” risulta essere il brano forse meno accattivante, impantanato nella propria immediatezza a tutti i costi, la chiusura di “At The Edge Of Time” è da Mille e Una Notte, con l’arabeggiante “Wheel Of Time”, una suite di dieci minuti corale e battagliera, accompagnata da una sezione ritmica tribaleggiante.

At The Edge Of Time” sembra il perfetto anello di congiunzione tra passato, presente e futuro per i Blind Guardian, un album che colpisce dritto al cuore nello spazio di un momento, ma capace di lasciarsi scoprire ascolto dopo ascolto, rivelando una ricercatezza ed uno stile inconfondibile ed articolato, quanto inimitabile.

Voto recensore
8
Etichetta: Nuclear Blast / Warner

Anno: 2010

Tracklist:

01. Sacred Worlds

02. Tanelorn

03. Road Of No Release

04. Ride Into Obsessione

05. Curse My Name

06. Valkyries

07. Control The Divine

08. War Of The Thrones

09. A Voice In The Dark

10. Wheel Of Time


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