Morne – Recensione: Asylum

Non a tutti i gruppi emergenti succede di vedere il proprio nome stampato sulla copertina di una release ufficiale dei Darkthrone, eppure sulla manica di Max Necro in “Circle The Wagons” è proprio il nome dei Morne che si può leggere a chiare lettere. E l’avallo di gente come Fenriz e Nocturno Culto non avviene a caso, ma è sempre sinonimo di qualità.

Malgrado il gruppo originario di Boston non suoni affatto old school black, si capisce quale genere di tensione e oscurità abbiano fatto scattare l’interesse dei due norvegesi. Già, perché in questo ottimo “Asylum” (loro secondo disco, marchiato Profound Lore) è racchiuso un intelligente quanto valido mix fra oscuro US doom, post-core in stile primi Neurosis e Isis e misurati inserti tastieristici in odore di Amebix.

L’impasto sonoro è dunque sulfureo e greve, quasi gotico, nell’accezione letteraria del termine, ma viene dinamicizzato dalle derivazioni HC che, soprattutto per quanto riguarda riffing e vocals, riescono a rappresentare il giusto mezzo fra assalto frontale e ricercata costruzione dell’atmosfera.

Tutto ciò è evidente sin dall’impressionante title-track posta in apertura, suite di oltre 17 minuti, lungo i quali i Morne esplorano territori umbratili e desolati, appena illuminati dalle semplici ma funzionali costruzioni melodiche strumentali, su cui si stagliano le crude e aspre vocals (molto Von Till) di Milosz Gassan.

Il disco prosegue poi inanellando una serie di brani piuttosto omogenei, sempre considerevolmente lunghi e articolati, fra i quali si segnalano per la particolare intensità “Nothing to Remain”, “Killing Fields” e la conclusiva, catartica “Volition”.
La produzione è minimalista tuttavia ben costruita, con suoni definiti ma non troppo ripuliti, e una cura particolare per la batteria (Billy Knockenhauer), che risalta per corposità e ottimo feeling acustico.

Proprio come l’artwork anche il sound della band potrebbe efficacemente essere paragonato alla tecnica artistica del chiaroscuro, per la sua capacità di dare risalto alle immagini, ai suoni, tramite la definizione di luce ed ombre, sovrapponendo, appunto, tonalità, in questo caso musicali, chiare e scure, un gioco di contrasti lineare eppur sempre coinvolgente, che fa di “Asylum” un’opera riuscita e molto interessante.

Voto recensore
7,5
Etichetta: Profound Lore Records

Anno: 2011

Tracklist:
1. Asylum
2. Edge of the Sky
3. Nothing to Remain
4. I Will See You
5. Killing Fields
6. My Return
7. Volition

Sito Web: http://www.morneband.com/

2 Comments Unisciti alla conversazione →


  1. MORNE

    Jeff Hayward doesn’t sing on this album and he’s not Morne’s singer!!!! PLEASE FIX IT!!!!!!!!!!!!!!!

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  2. Alekos Capelli

    Done! 😉

    Reply

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