Astrakhan – Recensione: Adrenaline Kiss

Secondo gruppo con questo nome a pubblicare un nuovo lavoro negli ultimi mesi, questi Astrakhan provengono dalla Svezia e sono formati da alcuni musicisti abbastanza noti sia nel mondo dei musica sia in gruppi metal di un certo richiamo.

“Adrenaline Kiss” è il secondo album della band dei fratelli Schelander (il primo si intitolava “Retrospective” e risale al 2013) e si segnala per alcuni tratti distintivi. Innanzitutto la voce maschia di Alexander Lycke, già visto all’opera in spettacoli come Jesus Christ Superstar, Les Miserables e Hair e sorta di versione giovanile di Ian Gillan; effettivamente gli Astrakhan sembrano una band uscita da qualche baule chiuso un paio di decadi fa risultando una versione un po’ più ricercata proprio dei Deep Purple. Non è chiaro di chi sia opera il riffing dark e contemporaneamente melodico delle chitarre perché paiono coinvolti sia Marcus Jidell (Royal Hunt, Evergrey, Avatarium) ma anche Johan Hallgren con conseguente graditissimo ritorno sulle scene del chitarrista ex Pain Of Salvation.

Largo quindi ad un hard rock dalle tinte scure al limite del metal scandinavo (“Hear Me Now”, il singolo “Alive”) con alcune tinte prog e pezzi quasi tutti cadenzati con una buona cura dei particolari amalgamati dalle tastiere di Jörgen Schelander; nonostante queste premesse il risultato non suona vintage bensì moderno e, se vogliamo, anche sufficientemente originale.

Astrakhan - Adrenaline Kiss

Voto recensore
7
Etichetta: Dead End Exit Records

Anno: 2016

Tracklist: 01. Hear Me Now 02. Wisdom Of Massdestruction 03. Silver Dreams 04. Alive 05. Adrenaline Kiss 06. One More Day 07. Ballade De Rhodes 08. Gravity 09. Stockholm
Sito Web: https://www.facebook.com/Astrakhan.band

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