Ascension – Recensione: Under Ether

“Under Ether” è il terzo album in studio dei tedeschi Ascension, una band che in dieci anni di attività si è ritagliata un posto di riguardo nel panorama underground grazie a una concezione matura e personale del black metal, tanto in termini di musicalità, quanto di ricerca lirica. La nuova opera in studio, fa sì che il gruppo trovi una forma definitiva livellando i pur pochi difetti riscontrati nel precedente “The Dead Of The World” (2014).

Spesso associati ad acts che non si sono fermati ai paletti imposti dalla tradizione (possiamo citare Watain, Schammasch, Dødsengel), i tedeschi sviluppano in “Under Ether” una visione del black che contempla numerose inflessioni industrial ed elementi psichedelici, un sound ricco, sotto certi aspetti corposo e curato negli arrangiamenti, sebbene la produzione un poco ruvida preservi il carattere sotterraneo della band. Una band, quella degli Ascension, che continua a mantenere riserbo circa l’identità dei suoi membri, sebbene si possa azzardare una collaborazione attivà di Michael “Arioch” Zech (Secrets Of The Moon) e V.Santura (Triptykon), qui accreditati come produttori.

L’opener strumentale “Garmonbozia” (chiara citazione alla serie “Twin Peaks” di David Lynch) mette subito in luce questa particolare concezione del black metal, grazie all’utilizzo di suoni di chitarra dilatati a ricordare che la lezione impartita dai Pink Floyd può adattarsi a qualunque spettro musicale e una inquietante base ambient. L’impressione che il platter sia lontano dai canoni consueti del genere è confermata dalla successiva “Ever Staring Eyes”, un brano molto tecnico e dalle ritmiche serrate che trova ampio respiro melodico nei rallentamenti onirici, ancora dilatati e puntellati dai synth industriali. Un valore aggiunto è dato dallo screaming, potente, intenso e sempre ben comprensibile.

Altri ottimi episodi sono “Ecclesia”, che flirta e non poco con elementi thrash e doom rivelandosi un brano cangiante sotto l’aspetto ritmico, ancora “Thalassophobia”, che tra black di inaudita violenza (ma sempre molto tecnico e ben indirizzato sui binari della ragione) e melodie industriali, ricorda qualcosa degli Anaal Nathrakh. La conclusiva “Vela Dare” racchiude nei suoi quasi otto minuti un perfetto esempio di come tale materia musicale possa essere resa duttile, tra riff slayeriani, black metal primitivo, un’apertura epica con dei magnifici cori e di nuovo degli spunti elettronici. Il caos generato dal pezzo, all’improvviso decade per lasciare spazio a un finale quieto e atmosferico.

Un disco aperto a numerose contaminazioni e sorprendente, conferma di come la band tedesca sia una realtà meritevole di seria considerazione da parte degli appassionati del genere.

Voto recensore
8
Etichetta: World Terror Committee

Anno: 2018

Tracklist: 01. Garmonbozia 02. Ever Staring Eyes 03. Dreaming In Death 04. Ecclesia 05. Pulsating Nought 06. Thalassophobia 07. Stars To Dust 08. Vela Dare
Sito Web: https://www.facebook.com/Ascension.Germany/

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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