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Art In Exile – Recensione: Art In Exile

Finalmente qualcosa di insolito nei cd da recensire! Vi parlo di questa band australiana che suona sì death metal, ma come lo suona? Prima di tutto con uno scream femminile davvero altissimo che forse vi risulterà indigesto dopo un po’. La cantante alterna anche una buona voce pulita a completare il tutto, sono presenti degli inserti tastieristici davvero molto buoni e le parti più veloci si alternano a break melodici ed emotivi davvero interessanti. Si avvicinano molto, come idea, beninteso, ai nostri conterranei Novembre, per la capacità e semplicità nei cambi di registro, una cosa che purtroppo appartiene a pochi. E, mi sento di dire, questi Art in Exile sono fra questi pochi, forse per le scelte non usuali, forse per l’intensitàemotiva che traspare da queste poche tracce, ma qui c’è davvero qualcuno che ci crede, qualcuno che sa cosa fare e quando non lo sa si lascia guidare dalla passione, cosa che sembra sparita ultimamente. Qui non si clona nessuno, qui si cerca di suonare quello che piace, si cerca di evadere dal carcere delle abitudini per esplorare lande sconosciute. Qui c’è gente che merita davvero un ascolto, anche se quattro tracce sono ancora poche per giudicare.

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