Children Of Bodom – Recensione: Are You Dead Yet?

Avere a che fare con la band di Alexi “Wildchild” Laiho da un certo numero di garanzie: prima fra tutti il livello tecnico, soprattutto per quello che riguarda le chitarre, siano esse impegnate nelle ritmiche, negli assoli o in fughe incrociate con le tastiere. Una seconda garanzia è lo spirito del songwriting, mai troppo lontano dagli standard del metallo con le corna, ma nemmeno incapace di smaltarsi di modernità qualora il momento lo richieda. Quest’ultima è diventata però con il tempo un’arma a doppio taglio che costringe la band a viaggiare sul filo dell’evoluzione stilistica impercettibile pur di non scontentare le legioni dei fan. Nel caso di ‘Are You Dead Yet’ si può parlare ancora una volta di continuità con il predecessore ‘Hate Crew Deathroll’, ma in aggiunta troviamo un maggiore approfondimento dell’influenza techno-thrash (Megadeth e Annihilator fanno capolino in alcuni frangenti) ed anche un’inaspettata voglia di groove, come nel singolo ‘In Your Face’, che fa molto “nu-metal” (Pantera, ultimi In Flames, Soulfly sono alcuni dei richiami che ritroviamo). Come da copione rimane l’ossatura di fondo tipica dei “Bimbi Cattivi di Bodom” a sostenere le composizioni, con tanto di suoni freddi e giri melodici a profusione. Alcuni brani sono ottimi: ‘If You Want Peace… Prepare For War’, ad esempio, è una fucilata, con una parte centrale ricca di assoli che farebbe la sua figura su un album come ‘Rust In Peace’. Altri momenti non convincono del tutto, come la noiosa ‘Punch Me I Bleed’, troppo lenta, indolente e senza nemmeno spunti melodici accattivanti a salvare la baracca. Resta il fatto che quando le cose girano a dovere ci si esalta, come nell’opener ‘Living Dead Beat’, nella già nota ‘Trashed, Lost…’ o nella trascinante ‘Bastards Of Bodom’. Se tutta la tracklist fosse alla stessa altezza ora saremmo qui a parlare dell’ennesimo capolavoro di un settembre da record, invece ‘Are You Dead Yet?’ è ‘solo’ un ottimo album che conferma i Children Of Bodom ai vertici del metal europeo. Scusate…

Voto recensore
8
Etichetta: Spinefarm

Anno: 2005

Tracklist:

01. Living Dead Beat

02. Are You Dead Yet?

03. If You Want Peace... Prepare For War

04. Punch Me I Bleed

05. In Your Face

06. Next In Line

07. Bastards Of Bodom

08. Trashed, Lost & Strung Out

09. We're Not Gonna Fall


riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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