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Arch Enemy – Recensione: Covered In Blood

Nell’attesa di fornire un valido successore al loro ultimo album “Will To Power”, gli Arch Enemy non se ne stanno con le mani in mano e danno alle stampe un’uscita peculiare rispetto al solito. Come si può intuire dal titolo stesso della release, “Covered In Blood” non costituisce un nuovo disco di inediti, bensì una raccolta di cover: una compilation fiume comprendente la bellezza di 24 tracce, appartenenti a svariati generi e non solo attinenti a un contesto metal, che hanno fatto la loro comparsa nella discografia della band svedese dagli anni ’90 fino a oggi. Fra bonus track giapponesi, flexi disc per il mercato americano, apparizioni su album tributo e registrazioni nate da jam session in sala prove, questo platter rappresenta una maniera davvero originale di ripercorrere la carriera del gruppo scandinavo.

Come già anticipato, il materiale presente nella raccolta è molto eterogeneo. L’attuale frontwoman Alissa White-Gluz si misura ad esempio sia con immortali classici dell’hard&heavy (“Back To Back” dei Pretty Maids, “Breaking The Law” dei Judas Priest), sia con grandi hit del pop (“Shout” dei Tears For Fears, “Shadow On The Wall” di Mike Oldfield), sia con la più sotterranea scena hardcore/punk nord-europea interpretando brani di formazioni quali Moderat Likvidation, Anti-Cimex e Skitslickers, cantando in alcuni casi addirittura in svedese. Facciamo invece un bel salto nel passato riascoltando con piacere le famose cover registrate fra il 1997 e il 1998 dal primo, storico vocalist Johan Liiva, ovvero la maideniana “Aces High”, “Scream Of Anger” degli Europe e la priestiana “Starbreaker”.

Non poteva ovviamente mancare una sezione della compilation relativa al periodo in cui a capitanare la band era Angela Gossow. Ritroviamo infatti pezzi in cui la ruvidissima cantante dà la sua personale visione di un’altra carrellata di fondamentali canzoni ed ensemble della storia del rock duro, dal punk dei Discharge all’hard rock di Scorpions, Europe e Kiss passando per evergreen del calibro di “Walk In The Shadows” dei Queensryche, “Kill With Power” dei Manowar e “Symphony Of Destruction” dei Megadeth. Nulla da dire infine sulla performance strumentale del gruppo, precisa come sempre e tendenzialmente fedele a quella dei brani originali.

Covered In Blood” è un prodotto ad uso quasi esclusivo dei fan degli Arch Enemy, ma questi ultimi potranno senza dubbio trovarlo interessante. Il materiale qui raccolto è poi tanto, organizzato con intelligenza e di ottima qualità, per cui possiamo raccomandarne con sicurezza se non l’acquisto a scatola chiusa, quanto meno un ascolto approfondito.

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